Question Table: Autori emergenti. Ma che si dovrebbe fare, per emergere?

emergenti

Mai come in questo periodo sono in vena di auto-analisi o analisi più in generale di tutto il mondo che circonda un autore emergente.

Io ormai non sono più un esordiente, perché il mio esordio letterario è avvenuto ormai tre anni fa, con il mio primogenito Immortal (il cui link vi lascio qui, non sia mai che vi giri lo schiribizzo di darci un occhio).

Resto però, e il fino a quando è una domanda a cui nessuno, nemmeno nostro Signore può darci risposta, un EMERGENTE.

Addentriamoci insieme in questa definizione. EMERGENTE vuol dire, dalla sua etimologia, uscire dall’affogamento in cui si è finiti. Ed è precisamente questa la situazione. Noi poveri autori emergenti siamo soffocati in questo mare magnum, spaventoso e orripilante, dell’editoria.

E come cavolo si fa, a muoversi? Tutti, ma proprio tutti, scrivono e pochi leggono (manco gli scrittori, che schifano gli altri. No ma bravi…), creando una disparità tra offerta e richiesta che ha saturato il mercato. Poi ci sono gli editori importanti che non ti cagano di striscio, quelli piccoli e seri che fanno fatica, quelli a pagamento che ti si attaccano alla giugulare tipo il mio William (che era un vampiro, per chi non lo sapesse).

Siamo vittime della mancanza di mezzi, della mancanza di informazione, della mancanza di rete con altri del settore. Della mancanza di sensibilità, a volte, di chi ci sta di fianco e delle istituzioni, che mal supportano. Siamo vittime dei furbetti, che chiedono cifre esorbitanti per una recensione in siti con milioni e milioni di utenti, salvo poi che da lì non arriva nessuna vendita (e io lo so per esperienza, non parlo, come si dice in siciliano, a muzzo).

Siamo vittime della nostra stessa timidezza. E lo dico io per prima, che ho detto solo ieri a una collega che avevo scritto un nuovo libro.

Ordunque, per una volta che, vi giuro sul mio onore, non ho intenti polemici ma vorrei solo un confronto con tutti voi, cosa dovrebbe fare secondo voi un autore emergente per smettere di soffocare e prendere un filo di aria?

Risposte

  1. Avatar Il Palombaro — Immersività blog

    Siamo nella stessa barca! Vorrei tanto avere una risposta…

    1. Avatar Katy

      Io ci sto pensando seriamente e per una volta tanto non in toni polemici. Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un gruppo di facebook di autori emergenti, che servirebbe proprio per far “rete” mentre ho trovato, ancora, un sacco di invidie e piccole scaramucce da asilo. Quindi mi chiedo… non è che in primis siamo noi scrittori il problema? Dato che siamo divisi e non siamo capaci di spalleggiarci, è facile metterci nel sacco e farci, tuttora, cedere a certe logiche? Bo…

      1. Avatar Il Palombaro — Immersività blog

        Non c’è dubbio che gli scrittori siano creature assorbite da sé stesse e con ben poche cose in comune. Un po’, comunque, si riesce a fare rete. Il problema è che non risulta così utile… poiché i fruitori delle nostre opere sono i lettori, ovviamente. E i lettori, in gruppo, dove li peschiamo? Bella domanda!

      2. Avatar Katy

        Insomma, da dove guardiamo guardiamo è sempre un disastro. No dai, io non ci sto (tutta questa positività da dove mi viene? Dal raffreddore che ho preso ieri???), qualcosa per cambiare dobbiamo trovarlo. Ma… cosa? muhahhaha

  2. Avatar illettorecurioso

    Articolo molto interessante che ho letto al momento della pubblicazione, ma a cui rispondo ora, e che mi ha fatto riflettere in questi giorni. Purtroppo anche io vorrei avere una risposta alla tua domanda. Essere un emergente non è facile purtroppo, come tu stessa sai, senza l’appoggio di una casa editrice importante abbiamo i mezzi limitati. Secondo me emergente è uguale a sbattersi. Sbattersi tanto tanto, un pizzico di fortuna non guasta. E se ci si sbatte abbastanza forse con il tempo I risultati arriveranno. Me lo auguro

    1. Avatar Katy

      Che significhi sbattersi, guarda, era garantito. Ma a te non sembra, ogni tanto, che ti stai sbattendo a vuoto? A me a volte sì e mi arrabbio un sacco. Io però vorrei proprio lavorare su un cambio di mentalità, degli scrittori prima di tutto per levargli dal cervello quella supponenza che li contraddistingue e poi anche ai lettori, perché si abituino proprio a non accontentarsi di quello che trovano al supermercato e a lasciarsi tentare anche da chi è sconosciuto…

      1. Avatar illettorecurioso

        Si mi capita molto molto spesso!!

        È vero purtroppo, c’è molta supponenza e pregiudizio nei confronti degli emergenti Ma è una mentalità troppo radicata 😢 non capisco neppure da dove derivi

      2. Avatar Katy

        Non lo so, guarda, ma io mi sto facendo il mazzo per cambiare le cose almeno nel mio piccolo!

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