Per la rubrica Vita da scrittori oggi vorrei portarvi una piccola domanda, cioè… ma voi parlate volentieri dei vostri libri e della vostra scrittura?
Qualche sabato fa ero a cena con la famiglia, ed essendo la mia una famiglia numerosa già qualche esponente si traduce in venti cristiani attorno a un tavolo. Nel silenzio del momento mio zio mi chiede: “Stai scrivendo qualcosa?” e la mia risposta è stata: “No.”
Ve lo giuro, ho risposto No e basta. Una sola parola, due lettere. La mia famiglia e mio zio, conoscendomi da quasi tre decenni, sono scoppiati a ridere che tanto lo sanno che sono una poco disposta a parlare di sé (quando ho scritto Immortal mio papà mi ha detto: “Ma quando lo hai scritto, scusa?”, tanto per farvi capire che persona sono…). Io tendo a imbarazzarmi, se mi chiedono “Wow, hai scritto un libro!” rispondo di solito “Eeeeeeeh sì…”. Poi certo non posso lamentarmi delle vendite, se io per prima non mi promuovo, ma vince sempre in me una certa ritrosia ad affidare agli altri pezzi di me così importanti, per paura che li sciupino.
D’altro canto, conosco scrittori che invece sono così innamorati dei loro lavori da parlarne sempre, costantemente. Senza fare nomi, un vecchio collega di Andrea oltre a parlare sempre del proprio libro li teneva anche nel cassetto della scrivania in ufficio, pronto a propinarlo a chiunque anche solo sollevasse l’argomento per gentilezza.
Voi da che parte state? Come vi comportate? Immagino che come sempre in questo benedetto mondo la giusta misura sia nel mezzo, ma adesso voglio capire se sono l’unica che fa così!
Attendo tutte le vostre esperienze, voglio proprio vedere se sono l’unica folle!

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