Il mio primo Salone del Libro di Torino. Libri, pastiglie, sbattimento e… Sepulveda.

IL MIO PRIMO SALONE DEL LIBRO!

Vado o non vado? La domanda mi ha assillata più di tutte nel mese scorso (non è vero, la vera grande domanda è esistenziale ma non ho voglia di triturarvi le ovaie o gonadi. Legate, però, le domande…)

Alla fine un bel giorno di settimana scorsa guardo il programma e un nome di travolge in pieno e mi asfalta. Sepulveda. No no no no, vado vado vado vado!

Salgo dunque sabato sul treno Milano-Torino, che tanto mi ricorda il Milano-Roma del 2017, nonostante la mia forma fisica devastata e allucinata da calo di difese immunitarie con svariati malanni appresso.

Al di là degli incontri fortuiti (tipo con la mia amica Mavi e con Francy, con cui ci siamo fatte vicendevolmente compagnia), inizio a capire l’andazzo non appena entrata. Code a perdita d’occhio. Ma quindi siamo tutti qui, oggi, i pochi, sparuti, indomiti lettori d’Italia?

Sì, eravamo tutti lì, a ben guardare Instagram, nonostante io abbia vissuto un Salone parallelo. Per cui non ho visto Pif, Saviano (lui di sfuggita, a onor del vero), Angela, Zerocalcare. Non ho visto né tanto meno collezionato montagne di selfies con le fighissime bookblogger tipo Tegamini. Anche lei vista, super ganza. Ma io facevo troppo pena per un approccio.

Tanto il mio obiettivo è un altro: l’incontro delle 13.30 con Sepulveda, intervistato da Giancarlo De Cataldo.  Grazie al cielo penso di iniziare a stare in quel padiglione e di saggiare la situazione coda verso 12. Mai scelta fu più azzeccata: la coda c’era già, e pure fitta! Causa anche la stessa sala con il figlio di Salinger, la combo americana-cilena ha creato un caos entropico di cosa, casino, liti, e tu mi hai superato, ma l’acqua la posso andare a prendere, no sennò perdi il posto, mi state chiudendo il passaggio allo stand, ma lo sapete quanto abbiamo pagato?! Io in tutto questo, già stanca, distrutta, disidratata e senza cibo, pensavo solo al mio obiettivo. Sentir parlare LUI.

La mia lungimiranza mi premia e sono tra i fortunati che riescono ad avere un posto in sala. Sorvolando sul cafone che avevo di fianco, che quando è entrato Luis non si è nemmeno degnato di alzare gli occhi dal cellulare per applaudirlo come tutti noi (e che io avrei preso a testate, non fosse stata per la mia poca forza fisica), ho assistito a un’ora di magia. Tutti quelli che scrivono, ma tutti, tutti tutti, dovrebbero sentir parlare i grandi scrittori, perché quello che trasuda dalle loro parole è CURA. ARTE. E l’arte ha bisogno di anni, di revisione (“finché non sono sicuro che non ci sia più qualcosa sopra, o sotto” cioè che il testo non manchi, o abbia del superfluo). Sepulveda ha parlato delle storie, di come ti chiamino, dello sforzo che ci vuole a sentire la storia che chiama proprio te. Ha parlato del suo Cile, della politica, della sua convinzione che nelle nuove generazioni ci sia annidato del buono. Un uomo immenso, che parlava in un italiano spagnolo fantastico. E io ho avuto la pelle d’oca tutto il tempo.

Potrei anche chiudere qui, e invece poi ho continuato il mio giro da trottola, che si è infranto sui libri di Effequ (Chilografia lo sto finendo. SPETTACOLO), ha incrociato la Bella Giulia, il caro Peppì, e una chiacchierata con Ste brontolone.

Infine, Sento giusto una mezz’oretta dell’incontro sul compleanno della Fandango, trent’anni dalla fondazione della casa cinematografica e venti dalla casa editrice. Mi sono ribaltata dalle risate, ho provato tanta invidia per quello che hanno vissuto Procacci, Veronesi, Baricco, chiedendomi se mai arriverò ad assaporare un decimo di tutto questo…

In un attimo è tardi, tardissimo. Devo riprendere il treno.

La mia giornata si conclude con una combo devastante: Alpino contro Radical Chic.

Grazie al cielo io ho un libro, dietro cui nascondermi.

Qui sotto, vi lascio qualche fotina (incluso il mio magro bottino).

E il vostro di Salone? Voi che avete fatto, visto, comprato?

 

 

 

Risposte

  1. Avatar giusymar

    Bello leggerti!
    Mi hai fatto sorridere! Grazie!
    Ho visto Sepulveda a la Plaza de Los Lectores, mentre presentava Miguel Rojo. Ma sicuramente il tuo incontro è stato più bello, nel mio lui ha solo parlato del Libro dello scrittore che presentava.
    Ho scritto qualche post se vuoi dare un’occhiata.
    Andare al Salone mi da sempre una botta di ossigeno 💕

    1. Avatar Katy

      Voglio assolutamente recuperare i tuoi post!!!

      1. Avatar giusymar

        Penso che ne farò ancora.
        Mi manca moltissimo la bella sensazione di passare da una sola ad un’altra. Chiacchierare c persone sconosciute. Ritrovare amici incontrati ai Saloni precedenti.

      2. Avatar Katy

        Bellissimo davvero! Ricordiamoci per l’anno prossimo che magari ci becchiamo!!!

      3. Avatar giusymar

        Con piacere!

  2. Avatar Madved

    Bellissimo leggere te!!!! Quest’anno non sono andata vedremo il prossimo anno

    1. Avatar Katy

      Per me è stato il primo anno, ma punto a farlo diventare un appuntamento fisso. Un casino pazzesco ma bellissimo!

      1. Avatar Madved

        Vero

  3. Avatar illettorecurioso

    La cosa che mi spaventa sempre di questi eventi è la calca che si trova per vedere gli scrittori.
    Per il resto però deve essere bellissimo incontrare le proprie ispirazioni dal vivo.
    Costi quel che costi il prossimo anno partecipo!
    Lo avevo detto pure l’anno scorso in realtà, ma ahimè, il salone capita sempre al momento sbagliato 😌

    1. Avatar Katy

      Io ho davvero deciso all’ultimo e solo per lui, quindi ti capisco! Dai che l’anno prossimo ci incontriamo (anche prima magari eh, ahahha)!

      1. Avatar illettorecurioso

        Ahahha si speriamo prima! 😁 Se fai il tour di Look Left vengo a vederti!

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