Oggi ci troviamo di fronte a sua maestà SHOW DON’T TELL, il primo sacrosantissimo comandamento per chiunque si approcci a scrivere un testo di narrativa. Ma, in soldoni, che è?
Questa citazione di Chechov lo riassume benissimo:
“Non dirmi che a luna splende, mostrami il luccichio dei raggi sui cocci di vetro”.
Il mostra, non raccontare, è quel meccanismo che ci pone sullo stesso piano del personaggio, facendoci entrare nelle sue sensazioni (possibilmente, sempre con la sospensione del giudizio da parte dell’autore, in modo che sia il lettore a farlo).
Eccovi la stessa scena con il tell e con lo show:
-Sara entrò in macchina arrabbiatissima, prima di mettersi alla guida
-Sara rovistava sbuffando all’interno della borsa caduta a terra, alla ricerca delle chiavi. Una volta trovate, entrò in auto, lanciò la piccola Vuitton nel sedile posteriore e poi chiuse la portiera sbattendola, mentre imprecava ad alta voce contro la cintura incastrata. (l’ho scritta proprio male, questa, ma si capisce dai)
Quindi, bisogna sempre e solo mostrare? Ovviamente no! I momenti di tell sono necessari in quelli che vengono definiti sommari (quando in brevi righe si vogliono percorrere lunghe distanze temporali) o in momenti in cui dobbiamo procedere più “svelti”. Il bello sta proprio nell’imparare a dosare questi due meccanismi.
L’esercizio di oggi l’ho trovato sul sito Writer Monkey. Sono una comunity di scrittori italiani (hanno anche la pagina FB, se volete cercarli!) che propone approfondimenti e dove potete pubblicare i vostri esercizi (se siete ovviamente pronti a mettervi al vaglio di altri scrittori):
-Illustrate una scena dove deve risultare chiaro che i due protagonisti si sono persi in un bosco sul far della sera senza MAI dire esplicitamente che si sono persi (non lo devono dire neanche i personaggi in dialogo, eh!)
Io come sempre ci proverò, vedremo.
Che ve ne pare?

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