Racconti da un titolo: Ogni cosa è illuminata, Jonathan Safran Foer

 

C’è un giorno all’anno che da ordinario diventa magnifico. È il giorno in cui, uscendo dall’ufficio, ti accorgi che non c’è più buio. C’è ancora chiaro, anche se l’azzurro del cielo è leggero e va sbiadendosi. Non importa. È il segnale che l’inverno è finito.

Fuori dall’edificio industriale, in cui è stato tutto il giorno chino su tonnellate di lampade per fotografarle per il sito web, si ferma di scatto nella consapevolezza che il fiume, quel pomeriggio, è ancora illuminato. La distesa ampia e verde regna sovrana prendendosi il suo spazio nel mezzo della città. Il fiume scorre veloce ma placido. Si adagia appena alla riva, sembra avere premura di arrivare da qualche parte, guidato dal giorno che non se n’è ancora andato.

Si incammina, dalla parte opposta rispetto a dove tira la corrente. La passeggiata si apre, argento e mattone. La vista viene monopolizzata dal ponte in ferro, un enorme anaconda a servizio dei due lati della città, che si incontrano e si mescolano.

Si lascia cullare dai rumori attorno a lui: le rotelle impazzite dei ragazzi in skateboard, con i loro cappellini calati fino agli occhi, la musica cadenzata da tintinnii di monetine che cadono nella valigetta di un uomo sulla cinquantina, curvo sulla sua chitarra.

Il profumo di zuppa di pomodoro dello Swan gli apre lo stomaco, non ha quasi mangiato. Vorrebbe fermarsi, ma il ponte lo attende.

Finalmente, eccolo; il tonfo metallico di mille passi anima quella passerella maestosa. Appena si arriva in cima, la cupola smeraldina della cattedrale si impossessa di tutto. I raggi del tramonto la corteggiano, dipingendola di color pesca, ravvivando le colonne.

Si fa spazio più veloce tra i turisti che affollano il ponte, presi dai loro schermi più che dai loro occhi. A quel punto, può sentirla. Sa che la scorgerà a breve, gli aveva detto che lo avrebbe aspettato dopo il ponte. “Non prima, scordatelo.”

Eccola, infatti. Sta cambiando pelle anche lei. Il cappotto imbottito non serve più, né la sciarpa a quattro giri. Presto vedrà le sue braccia nude, e le gambe, tutti i giorni, libere dagli indumenti pesanti e palpitanti sotto il sole estivo.

Legge, seduta sui gradini nella piazzetta, mentre mangia qualcosa dal cartone. Anche lei lo sente, perché alza lo sguardo. Sorride, poi gli fa una linguaccia.

Ogni cosa è illuminata

Risposte

  1. Avatar Stefano J.C. (Calvin_Idol)
    1. Avatar Katy

      Sono stordita, se in più faccio le cose di corsa, proprio ciao!

      1. Avatar Stefano J.C. (Calvin_Idol)

        ahahahah vabbè io avevo capito che intendevi quella xD

      2. Avatar Stefano J.C. (Calvin_Idol)

        anzi forse ancora meglio perché vuol dire che pure col tranello della foto sbagliata hai evocato l’immagine giusta!

      3. Avatar Katy

        ecco, allora dirò che volevo tranellarvi! Ma con tutto lo sbatta per fare la foto (la cartolina cadeva ogni volta che mi alzavo per l’autoscatto) ci tenevo a mostrarvela!

      4. Avatar Stefano J.C. (Calvin_Idol)

        ahhaha immagino, puoi sempre aggiungere un post dedicato 🙂

      5. Avatar Katy

        Ho fatto una storyyy 🙂 Minchia che social che siamo…

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