
“Princeton, d’estate, non aveva odore, e anche se a Ifemelu piacevano la verde tranquillità dei tanti alberi, le strade pulite e i palazzi imponenti, i negozi un filo troppo cari e la quieta, persistente aria di meritata grazia, era proprio questo, l’assenza di odore, ad attirarla di più…”
L’odore. Uno dei sensi più belli da descrivere in un racconto eppure sottovalutato. Pensate a quanto è evocativo nominare l’odore del pane, quello di chiuso, del sale…
E per riprendere il filone di questo incipit…
La mia (Londra, of course) ha un odore tutto suo, di umido, di fiume, mischiato sempre al cibo etnico. Nemmeno due mesi dalla mia ultima visita e oggi ho sentito la prima nuova stilettata di nostalgia. ‘Sti cazzi, come sono messa male.
#qotd: La vostra città che odore ha?

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