
Buongiorno e buon inizio settimana everyone!
Oggi vi voglio portare la segnalazione di una nuova uscita, di un autore che ho incrociato sulla mia via proprio grazie alla blogosfera, il mio caro Calvin Idol.
Stefano ha finalmente prodotto il suo nuovo lavoro fantasy, che punta ad essere un progetto molto ambizioso, in cui il vero protagonista è il mondo in cui la storia è ambientata, visto che i vari capitoli seguiranno diversi secoli di vicende (che io mi confondo nel gestire le due settimane di Pedro e Livia in Look Left, che cazz potrei combinare con degli anni?!).
Eccovi la trama, che mi ha incuriosita moltissimo:
- TRAMA
Il Lascito â La Caccia del Falco, è un romanzo fantasy ambientato a Jotnarheim, un mondo dove tecnologia e magia si incontrano.
Un mondo dove uomini modificati attraverso riti oscuri, chiamati arswyd, vengono usati come armi, per destabilizzare governi e ribaltare le sorti delle guerre.
I regni cercano di sfruttare queste risorse per i propri scopi: chi alla ricerca del controllo sul popolo, chi guidato da un fanatismo religioso, e chi allâinseguimento di un ideale di libertĂ ormai obsoleto.
La storia si sviluppa attraverso il punto di vista di cinque protagonisti:
– Doran, un giovane Cacciatore di arswyd costretto a causa di un equivoco a tradire il proprio ordine.
– Kahyra, una ragazza in cerca di vendetta dopo lâassassinio del padre.
– Yggâxor, un pirata e sicario, avido di denaro e amante delle belle donne, che mette in moto eventi inarrestabili.
– Ceaser, una guardia reale incaricata di scortare la principessa di cui è innamorato verso la cittĂ in cui sarĂ offerta come sacrificio umano.
– Eryn, la principessa che, dopo aver perso ogni cosa, si ritrova in balia degli eventi, usata in modi diversi dallo zio e da un re straniero per poter avere il trono che fu di suo padre.
I cinque cercheranno di sopravvivere; alcuni in cerca di vendetta, altri di un semplice modo di sfuggire alla guerra civile; in un mondo cinico e brutale, dove nessuno è al sicuro, neppure un re.
- LINK D’ACQUISTO
E per chi ne volesse giĂ un assaggio…
âMerda che sfiga. Ma quella volta dovevo proprio arrestare il fratello del re? Quel bastardo non aspettava altro che farmela pagare⌠Farmi scortare la mia protetta per farla sacrificare⌠e mi tocca fare lâaddetto agli approvvigionamenti⌠non sono neppure un membro ufficiale della scorta, non valgo veramente un cazzo.â
Ceaser accarezzò il ronzino che avanzava lento al suo fianco lungo la strada in terra battuta, i cavalieri della scorta erano davanti a lui, nelle loro armature che sfavillavano sotto la luce del tramonto.
Si voltò a guardare Eryn, la principessa che aveva giurato di proteggere.
Era stata una bella ragazza un tempo, ma, dopo gli avvenimenti dellâultimo mese, era diventata lo spettro di quella bambina gioiosa che lui aveva visto crescere e farsi donna.
Viso scheletrico e scavato, grandi occhiaie che spegnevano gli occhi verdi, i capelli corvini erano sporchi e disordinati. Indossava un mantello con cappuccio nero, sotto, un elegante abito bianco sgualcito e sporco. Non lo aveva voluto cambiare: era un regalo di suo padre, fatto proprio poco prima che partisse.
La ragazza si teneva in sella a malapena, distanziata da tutti. Aveva lo sguardo perso nel vuoto e la bocca semiaperta.
âĂ uscita totalmente di senno.â
Tornò a guardare dritto davanti a sÊ, si asciugò il sudore con la manica della giubba.
âHa perso i suoi genitori, il trono, tutto…â Ceaser sospirò. âVorrei poterle dire qualcosa⌠Ma che cazzo le dico?â
Ceaser, guarda dove metti i piedi! O finirai con la faccia nella merda del mio cavallo! gridò Tulwick, lord di Forte Maggiore. Ceaser rinsavÏ e per poco non inciampò su un sasso, scatenando una risata generale.
âMaledetto vecchio ronzino zoppoâ pensò, guardando la propria cavalcatura arrancare al suo fianco. Gli era stato donato dal nuovo re in persona per quel viaggio.
Era carico di vettovaglie, e riusciva a malapena a reggersi in piedi da solo, figurarsi con un cavaliere in armatura sopra. CosĂŹ era stato costretto a viaggiare a piedi. Erano in viaggio da solo tre giorni e lui aveva giĂ i piedi ricoperti da vesciche.
âAl mio ritorno, sempre se ritornerò sulle mie gambe, devo ricordarmi di porgere i miei ringraziamenti al re per questo compito che mi ha riempito dâorgoglio e onoreâ pensò Ceaser, grugnendo per il dolore e la stanchezza.

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