
Era un po’ che giravo e rigiravo intorno a questo titolo. Finalmente qualche tempo fa l’ho recuperato su San Libraccio e infine, l’ho letto.
Be’, che dire, è un romanzo che mi è entrato sottopelle.
Andiamolo a scoprire.
- Trama
Maria è l’ultima figlia, la quarta di quattro femmine, pensate che gioia, dei Liscu. Siamo nell’entroterra sardo degli anni ’50, e questo non è che un peso per la sua famiglia, che vive orfana di padre. Allora Anna, la madre, una donna bieca, che non ha in vista nulla che non sia il benessere economico, cede la figlia come fill’e anima a Bonaria Urrai, la stimata sarta del paese. è una pratica normalissima, quella della figlia d’anima, una sorta di adozione. Bonaria non ha né figli né marito, e Maria diventa la sua unica compagnia. Se non che la sarta nasconde un segreto, l’essere anche una figura importante e radicata dell’immaginario popolare: l’Accabadora, colei che finisce.
- Recensione
Non voglio espormi di più con la trama di proposito, per lasciarvi gustare ogni pagina di questo meraviglioso libro. Credo profondamente che ogni sforzo per raccogliere le nostre tradizioni antiche, quelle più segrete, e poi portarle su carta, sia da incoraggiare e da custodire come un tesoro. Questo fa la Murgia nel suo romanzo, lasciarci uno spaccato di vita che forse stiamo perdendo, ma con cui i nostri nonni convivevano. Penso a quando mia nonna mi raccontava dei lupi mannari in Sicilia, penso alla nonna di una mia amica che era una sorta di Tagliatrice, penso a quei racconti intrisi di magia. Anche noi abbiamo il nostro realismo magico, come i sud americani, e forse è per questa mia fissa letteraria latina che ho amato tantissimo Accabadora.
Un romanzo dove il confine tra il giusto e lo sbagliato, tra il capire e non voler capire, è sottile, sottilissimo. Siamo sempre in bilico, e ogni tanto quello che dobbiamo fare è esclusivamente un atto di fede in senso lato.
Lo stile mi è piaciuto moltissimo, perché alterna il realismo del parlato a espressioni fini, splendide metafore che adornano il tutto.
Mi chiedo davvero perché non lo abbia letto prima.
Questo è stra-consigliato. Ma tanto!

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