
Ho conosciuto Michela da poco. Abbiamo in comune l’amore per la scrittura, per i libri di Stephen King, per il cinema (anche se il suo è proprio Amore con la A super maiuscola). Infine, il percorso irto di ostacoli della campagna di Crowdfunding, dunque in lei ho senz’altro trovato un’anima affine.
La corsa è il suo romanzo d’esordio.
Veniamo però alla trama e alla recensione:
- Trama
Sara, una giovane ragazza, viene trovata ferita e sanguinante. L’unica cosa che si ricorda è la folle corsa che l’ha portata al parco dove è stata soccorsa. I suoi ricordi: il buio. Non ricorda nulla dei giorni precedenti, con lei quindi inizieremo un viaggio a ritroso, tra i buchi della memoria, per andare a ricomporre il puzzle degli avvenimenti. Ci porterà al festival di Venezia, a una riconciliazione con l’ex fidanzato che l’aveva lasciata con il cuore spezzato, alla conoscenza di Roberto, carabiniere che sta indagando sull’aggressione di Sara. Ma se nemmeno Sara sa cos’è successo, chi può aiutarla a riemergere da una situazione che sembra trasformarla da vittima in carnefice?
- Recensione
I gialli o i thriller mi piace sempre leggerli perché io non sono assolutamente capace di scriverli. La costruzione deve essere minuziosa e precisa.
L’espediente adottato da Michela, l’amnesia momentanea, funziona eccome.
Infatti è coinvolgente spostarsi dal presente, confuso, al passato, provando anche noi a indagare con Roberto. Ho trovato le descrizioni più di genere (per intenderci, quelle delle accuse ecc) accurate, quindi l’autrice ha quantomeno fatto un buono studio invece di sparare, passatemi il termine, le solite americanate. Anche l’ambientazione nostrana mi è piaciuta molto e anzi inizio ad apprezzarla sempre di più. Inizio a essere categorica. Il posto di cui scrivi devi averlo vissuto o devi conoscerlo davvero bene, mi sono scocciata dei soliti college americani in cui non si è mai messo piede (e nemmeno ci si informa a riguardo, ho letto cose che voi umani…). Quindi questo è sicuramente un plus alla narrazione, condita poi dal festival di Venezia, a cui Michela ha davvero assistito e da una storia romantica che tinteggia di rosa qualche pagina altrimenti troppo gialla.
L’unica pecca, anche se non mi ha delusa la conferma, è che avevo indovinato il finale.
- Cosa mi ha lasciato
Anche qui il libro è uno di quelli che assolve proprio all’intrattenimento del lettore, dunque mi ha lasciato una bella boccata d’aria fresca dai miei pensieri immersa in questa storia.
- LINK D’ACQUISTO
Potete trovare il libro su tutti i grandi store ma io vi lascio, ovviamente, il link di Bookabook, magari poi fate anche un saltino a guardare il mio (che trovate invece QUI)!

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