
Mi costa molta, molta fatica accettare di dovermi separare da questa tetralogia.
Ho conosciuto la saga dell’Amica Geniale ormai qualche anno fa, attratta come il resto del mondo dalla figura nascosta di Elena Ferrante, dal mito della sua vera identità.
Il mito da solo non sarebbe bastato, ovviamente. Una narrazione feroce, schietta, che ti entra nelle viscere, ha fatto tutto il resto.
- Trama
La storia è quella di Eleonora, Lenù, e Raffaella, Lina. Le due si conoscono bambine in un rione povero napoletano. Estremamente diverse, Lenù prova un’attrazione magnetica verso Lina, che è un animo feroce, geniale, non soggetta a nessuna regola, brillante. La voglia di starle accanto e di essere alla sua altezza spingerà Lenù al miglioramento continuo, al portarsi allo stremo negli studi.
La vicenda segue le due dalla loro infanzia napoletana, alla loro giovinezza ischitana, fino alla separazione in età adulta per poi ricongiungersi. Le guarda attraverso le passioni amorose, i successi e i fallimenti, la fatica d’esser madri. L’esser donna, a Napoli, negli anni sessanta.
- Recensione
L’ultimo capitolo è senza dubbio quello più crudele, in cui la vita decide di prendersi tutto, in un’escalation di perdita (sono di proposito vaga, non voglio spoilerare nulla!) e di difficile ricostruzione.
Quello che mi ha affascinato fin dall’inizio della scrittura della Ferrante, che mi è entrato nello stomaco e non ne è più uscito, è la schiettezza. Il suo stile narrativo è talmente sincero da dare quasi fastidio, nell’accostamento sapiente di una narrazione fatta da un personaggio scrittore (Eleonora diventa una scrittrice di fama) a termini bassi, del volgo.
Lila, il personaggio che più affascina dell’intero romanzo, è Napoli impersonificata. Geniale, brillante, generosa, eppure violenta, cupa, tragica. L’occhio di Lenù ci sprona a capirla, ma nessuno, nemmeno la sua migliore amica, riuscirà mai a comprenderla fino in fondo.
- Cosa mi lascia questo romanzo
Invidia. Ma quell’invidia genuina che si prova quando ci si accosta a un qualcosa che per me, al momento in cui scrivo oggi, è ancora inarrivabile. Per me, questa saga è un capolavoro.

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