
“Certe mattine ho bisogno di godermi il silenzio. Prendo la tazzina con il caffè di ieri sera, ancora sporca di rossetto. Il caffè non l’ho finito, ieri sera, perché stava per iniziare lo spettacolo del Conte Ugolino. E noi eravamo già in ritardo, come sempre. Sbuccio una mela e la faccio a fettine, con un po’ di zucchero integrale. Come facevo a Londra. Lo zucchero era di Charlotte, mi sentivo sempre un po’ in colpa ma alla fine l’ho considerato il giusto ricambio per tutti i suoi piatti lavati. Prima sono scivolata fuori da un sogno strano, fantasy, però c’era la mia famiglia, mia zia che ti leggeva dentro passando una mano, un pacco senza mittente che io non volevo si portasse in casa. Mi ha svegliata Dean, che impastava sulla coperta prima di rannicchiarsi accanto a me. Appena i miei occhi si sono aperti del tutto ho controllato le notifiche, febbrile, smania curata solo da numerini rossi che oggi hanno anche portato l’acquisto di una copia. Mi godo il silenzio, prima che Andrea si svegli, e il sole che batte caldo. Non so per quanto resterà.”

Scrivi una risposta a Katy Cancella risposta