
Questo piccolo libricino inizia così, nella sua prefazione: Mariangela è un temporale.
Ed è esattamente così che deve essere una poetessa: un temporale.
Perché la poesia deve arrivare all’improvviso, lasciarti zuppo, forse impaurito, arrabbiato perché ti ha colto di sorpresa o felice, perché mentre diluvia tu sei al caldo, sul divano.
Mariangela scrive poesie quotidiane, femminili e universali, che parlano di una giustizia che non c’è, eppure la si cerca.
- #daleggereascoltando
Eccoci con la novità! Da oggi mi impegnerò ad associare i libri in lettura con una canzone. Per questo libro di Mariangela ho scelto Vincent, di Don McLean.
Questa canzone parla di cosa significa essere una personalità sensibile in questo mondo che la sensibilità l’ha lasciata sotto ai piedi…
…For they could not love you
But still your love was true…
- Cosa mi ha lasciato il libro
Ha ancora senso, nel mondo immediato di oggi, dove nulla ha più valore, scrivere poesie? Sì, ha senso, proprio per questo.
Vi lascio la mia preferita, perché sembra scritta per me:
IL BICCHIERE è MEZZO PIENO
A me poi piacciono cose semplici
il ritmico ondeggiare dei panni al sole,
il cielo tinto di rosso al tramonto,
il cielo che vira ad azzurro del primo mattino,
il cielo trapunto di stelle,
la luna piena,
mezzaluna,
eclissi di luna.
Il profumo di mare,
il mare al tramonto salì sulla luna,
il mare.
L’odore di caffè la mattina,
un papavero rosso,
l’odore delle rose,
i girasoli,
i campi di lavanda.
La poesia di tutti i giorni,
il sorriso negli occhi.
Ridere,
ridere di me,
un libro che ti cattura e ti annienta,
fare le cose da sola,
guidare cantando a squarciagola,
quando mi sento in comunione con il mondo.
PS: dovrei ricordarmelo più spesso, che il bicchiere è mezzo pieno.

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