Mi viene sempre un po’ da ridere quando penso alla Liminal Phase.
Se non sapete di cosa si tratta, be’ è quella zona un po’ ibrida in cui si trovano gli eroi a un certo punto della storia. Quando insomma sono un po’ fermi con gli occhi da triglia e non sanno che santi pigliare (oppure, se sono ragazzini, stanno crescendo e stanno capendo come affrontare il tutto).
Insomma, è quella fase lì dove non ci si capisce poi molto.
Credevo di essere uscita dalla mia personale Liminal Phase, e che cabbasisi. Ho trovato un nuovo impiego (hurrà per le mie finanze che prendono fiato, così non parlerò più con i bancomat, ma forse no…), il mio libro sta per partire…
Però capisco che forse proprio nel libro si annida tutta la mia ansia liminale. Sono in fase preparatoria del marketing, da brava alunna che si è sparata un mese di corso di Digital Marketing, con tanto di calendario editoriale, to do list, eccetera eccetera.
Eppure più guardo il tutto e più penso: e se non dovesse andare bene? Se non dovessi raggiungere ma nemmeno lontanamente il goal che mi sono prefissata (e che si è fissato pure l’editore, by the way?).
So già che il mio dolce consorte alzerà gli occhi e stasera mi farà un cazziatone, perché lui continua a dirmi che l’insuccesso in questo caso non è contemplato e che faremo andare bene le cose.
Sì, va bene, amore del mio cuore, ma che il tutto non vada secondo le mie aspettative è una possibilità.
Io che di natura sono meno ottimista di lui, che dalla sua joie de vivre non lo smuove davvero neanche un carrarmato, mi faccio ammantare da una lieve mestizia, e dunque mi sento in diritto (anche se, sto diritto chi ce l’ha dato???) di inviare la mia sensazione a voi via etere.
Aiutatemi, internauti là fuori.
Per voi scrittori, come fate a sopravvivere al momento ansia da risultato???
Per voi lettori, c’è un tipo di articolo che vi intriga di più, quando si parla di libri?
Scusate l’articolo un po’ senza senso, ma oggi va così.

Scrivi una risposta a Katy Cancella risposta