Il Libro che: Mi ha fatto capire che ero sulla strada giusta. Smith&Wesson.

Il Libro che...

Sono in vena di nuove rubriche, per questa settimana. Parte oggi, sperando di riuscire a pianificarla per tutti i lunedì, la rubrica Il libro che…

Non si tratta di una recensione, ma di quello che mi ha lasciato un libro, cosa ho provato quando l’ho letto, dove mi trovavo. Un’immersione più personale nelle mie letture, e in quello che mi hanno suscitato.

Non posso che iniziare da Smith&Wesson, del mio personale mito Alessandro Baricco.

Mi trovavo a Viterbo. Avevamo programmato due settimane in giro per l’Italia, dalla Puglia a Senigallia. Un viaggio da giù in su, con tappa a Viterbo nella precisa metà per un grandissimo scopo: il primo matrimonio (primo di una lunga serie!) di una coppia di amici, I Doctors.

La domenica, reduci dai grandi festeggiamenti, ci siamo piacevolmente persi per la città e siamo incappati in un mercatino di libri. Cosa c’è di più bello a questo mondo di parlare con altri amanti di libri? Io ho arraffato la mia copia di Smith&Wesson e ho iniziato subito a leggerla.

L’ho terminato a Perugia (credo il giorno dopo), nel nostro letto a baldacchino. Sono passata dal quasi non toccare cibo in Puglia (per la gioia di Andrea, che non sapeva più che fare) al riprendermi piano piano.

E sì, è stato quel libricino a dirmi che non stavo facendo una cazzata. Che a volte nella vita bisogna prendere coraggio, buttarsi da una cascata in una botte per provare agli altri e a sé stessi che le palle ci sono.

Erano le parole giuste al momento giusto. Quello che volevo sentirmi dire.

Come dice sempre una mia amica, non ci si chiede il Perché. Ci si chiede il Perché no.

E un romanzo, finito in due mesi, è la prova inconfutabile che il mio salto non è stato nel vuoto.

Risposte

  1. Avatar illettorecurioso

    Me lo segno 🙂 Non ne avevo mai sentito parlare ad essere sincera! Mi piace molto l’idea di questa rubrica

    1. Avatar Katy

      Grazie, sto rispolverando un po’ di vecchi libri! Sì segnatelo, lo si finisce in un giorno (per lettrici-idrovere come noi) 🙂

  2. Avatar Lucy The Wombat

    Sono d’accordissimo con questa cosa del “perché no”, me lo dico sempre anch’io! ^_^

    1. Avatar Katy

      Questa mia amica lo dice sempre! Io non sempre sono così propositiva, però bisogna provarci 🙂

      1. Avatar Lucy The Wombat

        Ma secondo me è un po’ il contrario dell’essere propositivi (dove hai bisogno di un perché), almeno per quanto mi riguarda ha più a che vedere con l’accettazione di quello che viene, con l’aspettativa zero, che per me spesso sono le condizioni per apprezzare di più qualcosa 🙂

      2. Avatar Katy

        Vedi, quanti modi differenti di vedere le cose? Ma dici che è perché tu ti trovi nell’altro emisfero? 🙂 Comunque secondo me sono vere entrambe le visioni. La prima ti permette di decidere di muoverti verso una cosa che ti fa paura, mentre la tua visione ti fa accettare in modo più sereno quello che capita. Come siamo filosofiche oggi 🙂

      3. Avatar Lucy The Wombat

        Ahaha! Io più che filosofica sono premestruata e presa malissimo senza motivo, cerco di distrarmi disquisendo! 😀 Cmq è vero che sono entrambe le visioni, pur di motivarsi va bene tutto ^_^

      4. Avatar Katy

        Nooo, il pre noooo. Mi inventerò allora un altro argomento di discussione per tenerti impegnata 🙂

      5. Avatar Lucy The Wombat

        Ho visto solo ora questo commento! 😀 Discuto sempre volentieri comunque di questioni filosofiche o pseudo-tali 😀 Attendo il tuo prossimo post! ^_^

      6. Avatar Katy

        Ahahaha 🙂 mi inventerò qualcos’altro, anche se nel frattempo suppongo che il pre ti sarà bello che passato!

      7. Avatar Lucy The Wombat

        Ahah adesso sono in post e odio tutti allo stesso modo 😀 (c’è sempre una scusa insomma! :D)

      8. Avatar Katy

        Ti capisco, io in questi giorni ho la scusa dell’allergia!

      9. Avatar Lucy The Wombat

        Ahah ancora meglio! 😀

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