Day 27 of 62. Bambini sperduti.

La sveglia suona presto e impietosa: Massimo oggi parte, prima di mezzogiorno, e abbiamo deciso per un giro ai giardini di Kensington per fargli salutare la statua di Peter Pan, la sua tappa obbligatoria ogni volta che visita Londra (come per me ormai è Camden).

Ci troviamo a Leicester Square e da lì raggiungiamo in pochissimo la famosissima statua. Il tempo è clemente, c’è il sole, ma fa un freddo cane. Superato e salutato Peter raggiungiamo il The Serpentine, il ristorante sulla punta del lago di Hyde Park. Lì, un fatto buffissimo. Io voglio una tazza di caffè visto che non l’ho ancora preso. Vado alla cassa. La ragazza dall’altro lato mi guarda, io la guardo. Mi sembra di conoscerla, ma è troppo strano. Lei ha la stessa impressione perché mi chiede, in inglese: “Ma io ti conosco?” e io le rispondo in italiano “Sei di Bergamo?”. Morale: era l’amica di una mia compagna delle superiori, che conoscevo anche io per vie traverse! Non ci possiamo credere alla casualità di questo incontro! Riesce solo a dirmi di passare in settimana perché la fila è davvero chilometrica.

Finito il caffè, e dopo svariati incroci sbagliati, arriviamo all’Albert Memorial. Lì devo salutare il mio amico, che non vedrò se non a Natale, tornando nella mia solitudine di bambina sperduta.

Per colmare questo vuoto non c’è niente di meglio che un’arancina, quindi mi dirigo a Portobello dove assaporare un qualcosa che sappia di casa. Giro tra le bancarelle e acquisto una tazza con la volpe, poi… British Library. Devo fare un sacco di compiti, a partire da quello per mercoledì. Scrivo per un paio d’ore finché il mio pc, non collegato alla presa perché quei tavoli  erano tutti occupati, muore.

Mi alzo diretta al primo Starbucks, dove miracolosamente trovo posto accanto a una presa. Ecco, lì il sentimento di essere una bambina sperduta si fa più forte, complice il fatto che a casa il mondo sta progredendo alla grande anche senza di me. Certo, non potevo aspettarmi che la gente stesse in attesa del mio ritorno con il cuore colmo di mestizia, ma vederselo scaraventato in faccia, per me che sono sola e ho pure un carattere di merda, fa comunque girare i coglioni.

L’unico mondo che senza di me non procede è quello che ho creato in questo mese, quindi spengo il telefono e accendo solo il pc. Scrivo altre due ore, quattro capitoli se non di più, ho perso il conto, poi con gli occhi a pezzi mi dirigo a casa.

Nonostante il casino è bello trovare Charlotte, parlare di minchiate e assistere a un miracolo: spostando uno dei cuscini del mio divano salta fuori una bottiglia di prosecco. Non è mia, Charlotte dice che non è sua… Si tratta, come dice lei, di una benedizione del divano. Mi accuccio sul mio divano portatore di vino mentre guardo Zumbo e la fabbrica dei dolci, ridendo per Charlotte che fa l’accento australiano.

Con l’encefalogramma piatto, me ne vado a letto.

Day 27, gone.

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Peter Pan Statue at Kensington Gardens

Risposte

  1. Avatar illettorecurioso

    Niente neve quindi da voi? Qui da me è arrivata! Finché le strade sono pulite non mi dispiace, ma quando inizia a creare disagi non la sopporto!

    1. Avatar Katy

      Neve?! No, anzi sole! Ma tu dove ti trovi?

      1. Avatar illettorecurioso

        Io nelle montagne piacentine! 🙂 in città però non è ancora nevicato per fortuna

      2. Avatar Katy

        Ah, ecco! Anche a casa mi dicono ancora niente neve, qui in UK nemmeno l’ombra!

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