Mi sveglio dopo forse la prime notte non passata tranquillamente. Mi sono infatti svegliata un paio di volte perché da quella tapparella idiota passa troppa luce (e infatti ci ho messo sopra la mia povera sciarpa). In casa sono sola: Charlotte è dalla parrucchiera per sistemarsi i capelli, la versione di due settimane fa non le piace neanche un po’! Io mi godo la mia solitudine con la colazione, i miei compiti, e infine bruschette per pranzo. Tra una cosa e l’altra, cazzeggiando più che altro, si è fatto tardi, decisamente ora di uscire! La mia direzione di oggi è il Tate Modern, enorme e minaccioso museo di arte moderna a sud del Tamigi. Parte della città ancora quasi inesplorata per me, devo rimediare. Scendo a Bank e mi ritrovo all’ormai familiare Monument, da lì la strada per il London Bridge la so a memoria. Il ponte è così grande da non farmi paura e lo passo indenne. Appena fuori mi ritrovo nel Borough market, lo stesso in cui mi ero imbattuta con le mie amiche. Solo con questa avventura tutti i posti iniziano a prendere una collocazione spaziale più precisa. Inizio a capire bene dove si trova cosa e che, in fondo, la metro più vicina non è mai lontana come sembra!
Il mercato, nonostante siano le quattro, è affollatissimo di turisti mangioni. Io però sono sazia e passo avanti. Mi ritrovo sulla riva del fiume, la Queen’s way (dall’altra parte precisa c’è la King’s way) e ritrovo così il ristorante greco in cui avevo mangiato con le ragazze! Ecco, capisco ora il perché i fine settimana, fino ad ora, sono i momenti che mi sono pesati di più, perché sono sempre stati i giorni che dedico a famiglia e amici. Giro al Globo con la family, sushi con le ragazze, magari una capatina a ballare… Passare il sabato da sola è strano e nemmeno facile, ma devo in qualche modo farci i conti. Camminando arrivo al Globe (da un Globo all’altro, praticamente), il teatro di Shakespare, e leggo la programmazione. Il primo di dicembre c’è un evento gratuito! Devo assolutamente guardare se ci sono ancora disponibilità. Il Tate è subito di fianco. Non l’ho mai visitato, l’unica volta che ci sono entrata è stata per la mostra di Georgia O’Keaffe, la mia pittrice del cuore! Mi immergo quindi nelle gallerie gratuite dell’ala principale. Passo Matisse, Warhol, Dalì (quando c’è un dipinto di Dalì o di Van Gogh te ne accorgi subito perché c’è sempre di fronte un capannello di gente). Scopro nuovi artisti (come George Condo, che più di dipinti sembra fare caricature) e… congelo. C’è un freddo maledetto. Non resisto oltre e infatti non passo nel secondo edificio, anche se volevo salire al decimo piano. Sto davvero congelando. Torno al guardaroba e scopro che anche una signora si sta lamentando del freddo! Bene, ho la resistenza di una donna di sessant’anni. Giro allo shop e poi fuori. Appena uscita, compro da un bizzarro venditore un poema, per un pound, scritto da lui e scelto a caso. Io becco: Il Bacio. Con la preziosa busta nello zaino, mi accingo a fare una cosa stupidissima e coraggiosa: oltrepassare da sola il Millennium Bridge. Sono ormai almeno un paio d’anni che soffro di vertigini, soprattutto sui ponti, e il Millennium è quasi del tutto scoperto. Mentre mi immagino che moriremo tutti, arrivo indenne sulla terra ferma, di fronte alla gigantesca cupola di Saint Paul. Perché non l’avevo mai vista?
Saint Paul e tutta la piazza adiacente è davvero bella, merita una visita di giorno che mi riprometto di fare. Intanto, mentre mi decido ad andare alla metro, scorgo uno Starbucks. Ho freddissimo quindi entro. Praticamente è vuoto e accanto a ogni poltroncina una bella presa di corrente. Non c’è occasione migliore per sedermi e scrivere. Esco dal locale che sono già le venti e trenta. Una volta fuori dalla metro, verso casa, tutt’intorno a me odore di polvere da sparo e botti: i fuochi per il Bonfire Night. Ne scorgo qualcuno in lontananza.
A casa, telefonata di rito con la famiglia poi super maratona di Supernatural e The Walking Dead.
Prima di mettermi a letto, capisco il problema della maledetta tapparella. Ha i listelli girati al contrario! Li sistemo e poi mi infilo sotto il piumone.
Libro e nanna.
Day 19, finished.

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