Consigli di visione: Un anno con Salinger e la mia lettura di un gigante, finalmente.

Sì, sono una scrittrice che guarda un sacco di film sugli scrittori. Non tanto i biopic, ma quelli dove gli scrittori sono protagonisti. La trama di Un anno con Salinger, con Margaret Qualley, mi prometteva proprio questo così mi ci sono fiondata. Saranno bastate due scene, per farmene innamorare. La protagonista è Joanna, giovane poetessa che però deve pagare le bollette, così intraprende un praticantato in una famosa agenzia letteraria di New York che ha come cliente… SALINGER. Sì, quello famoso, del giovane Holden. Il film è un coming of age, un racconto di formazione che si muove tra colori pastello e crescita della protagonista, cammina in punta di piedi, con grazia e leggerezza, commuove senza mai essere patetico. Joanna deve leggere per motivi di sicurezza tutte le lettere destinate all’autore, che non gli vengono girate e anzi distrutte. Si aprono squarci sulle vite altrui, pezzi di vita che affiorano tra le righe, mentre lei stessa si barcamena nel gestire la propria.

 Qualley dà l’ennesima prova della sua capacità attoriale, già confermata con la potentissima miniserie Maid; Sigurney Weawer, perfetta come sempre, supporta la giovane collega nel ruolo della capa. L’unione generazionale che ne esce è davvero ben riuscita.

 La scena del ballo nell’hotel è talmente bella da essere perfetta, una di quelle scene che mi fa dire: “Diamine, vorrei proprio averla scritta io”.

 Ma almeno qualcuno l’ha scritta anche per me e mi ha fatta emozionare.

Ho molte cose in comune con Joanna: l’amore per i libri, per le scene scritte bene, la voglia di scrivere che si schianta contro la vita quotidiana e… anche io come la protagonista non avevo mai letto Salinger. 

Dell’autore avevo letto solo, citato in almeno due corsi di scrittura, Un bel giorno per i pescibanana. Il racconto è bellissimo, costruito in modo perfetto, però cozzava con il mio tentativo fallito di leggere Il giovane Holden. Così, spinta da Joanna, ho preso e letto Franny and Zoey. 

Sì, Salinger si conferma un autore non facile, a tratti prolisso e molto innamorato della sua stessa scrittura (non a torto, eh). Ma la bellezza dei due fratelli protagonisti, che si dividono le metà del libro, quanto è reale? E i dialoghi che lezione di scrittura sono?

Al di là di tutte le divagazioni e le elucubrazioni filosofiche di entrambi, che a un certo punto rimbambiscono, resta una cosa, potentissima e reale: il tentativo di fare i conti con un lutto inspiegabile.

Sono veramente contenta che questo film (se non sbaglio recuperabile su RaiPlay), mi abbia dato la spinta per affrontare questo gigante e per portarmi a casa una nuova, bella, lettura. 

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