Olive Kitteridge di Elisabeth Strout: Un Romanzo per Racconti

Settembre è arrivato, qui in Lombardia con tanto di temporali e acquazzoni passeggeri che stanno rendendo le temperature più vivibili. Quale momento migliore, di questo cielo che mi ispira la magica triade divano-libro-copertina, per riprendere il blog?

Per inaugurare questa nuova stagione ho scelto un romanzo bellissimo.

Olive Kitteridge, dell’autrice premio Pulitzer Elisabeth Strout, è definito un romanzo per racconti. Ogni capitolo è, infatti, destinato a un personaggio diverso ed è leggibile a se stante, come racconto autonomo. Chi esce ed entra in questi racconti, quando non ne è la vera protagonista, è Olive Kitteridge. Maestra in pensione della cittadina di Crosby, nel Maine (io prima o poi ci dovrò andare, in ‘sto Maine, ne ho letto troppo!), è una donna difficile, che chiamar bisbetica è dir poco, eppure dalla sensibilità e dal cuore pronto verso gli altri:

“Non so chi tu sia, signorina, ma mi spezzi il cuore.”

Non è un caso se uno dei racconti che la vede protagonista, Sicurezza, è quello che mi ha colpita di più, per il difficile rapporto madre foglio, per quell’incomunicabilità familiare in cui spesso si cade, senza riuscire a esulare dalle proprie convinzioni, per avvicinarsi empaticamente a quelle dell’altro. 

I racconti sono tutti legati alla vita quotidiana, agli avvenimenti piccoli e grandi, capaci di aprire crepe nelle giornate: un tradimento, una persona sgradita che torna dal passato, un lutto improvviso. Ma anche il tentativo di aiutare una sconosciuta, la scoperta dell’amore in tarda età.

Oltre a Olive, che si fa strada nella narrazione come via maestra, a volte in modo appena accennato, altre prepotentemente, anche altri personaggi restano impressi con chiarezza e affetto. Il primo è senz’altro Herny, marito di Olive, contraltare all’atteggiamento burbero e a volte respingente della moglie, farmacista amato in città; Chris, il figlio, in balia delle mogli, nel bene e nel male; Harmon e Daisy, che si scoprono uniti nel tentativo di salvare qualcuno. Il loro racconto, Fame, resta il mio preferito.

Lo stile è pulito, fresco ma non per questo asettico, dedito ai dettagli, di cui è cosparsa la narrazione per renderla visiva. Uno su tutti: presentissimi sono i nomi dei fiori, delle piante, le loro fioriture. Un piccolo indizio, posso immaginare, che Strout ne sia appassionata. 

Finalmente ho recuperato questo libro, di cui avevo sentito decantare le lodi ovunque. Lodi meritatissime, a cui da adesso mi unisco. Quello di Olive Kitteridge è davvero un personaggio indimenticabile, a cui ci si affeziona davvero, come le altre storie sono vicine al lettore, autentiche e sentite.

Mi ha ricordato, per la costruzione del romanzo per racconti, Sofia si veste sempre di nero di Paolo Cognetti, più conosciuto per i suoi splendidi romanzi sulla montagna ma che è un abilissimo scrittore di racconti e in quel libro segue proprio questo tipo di operazione.

Consigliatissimo. 

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