RAGAZZE PERBENE 

Ammaliata dalla copertina fluo e dai tanti tanti post dell’Instragram, ecco che anche io sono caduta nell’acquisto di Ragazze perbene di Olga Campofreda, senza quasi aver letto la trama. 

La storia è quella di Clara, expat a Londra, che torna in Italia, a Caserta, per il matrimonio imminente della cugina-sorella Rossella. 

Questi sono i punti cardini della narrazione, sviluppati in una sorta di flusso di coscienza in cui ci guida Clara, passo dopo passo, dal suo presente londinese al passato da cui è scappata. 

Un’adolescenza di provincia che l’aveva già destinata ad essere una ragazza perbene, con istruzione dalle suore, un buon matrimonio con un ragazzo altrettanto perbene e poi i figli che avrebbero benedetto l’unione. 

Un copione già visto che però a Clara sta stretto e che fugge, appunto, in uno di quei posti in cui si può davvero sparire: Londra.  

E mentre Clara è una fuggitiva, Rossella sembra abbracciare in toto il suo destino di ragazza perbene, con il matrimonio da favola con il fidanzato storico, avvocato rampante. 

Ma, man mano procediamo nella via dei ricordi con la nostra protagonista, scopriamo che le cose non sono così facili, che dietro l’apparenza di un’agiata vita di provincia serpeggia una vita di desiderio e di voglia di deviazione che si può assecondare, come ha fatto Clara, oppure no. 

Quello che scopriamo con Clara, in fondo, è forse che crescere significa capire che le scelte altrui, per quanto diverse da quelle che – forse – faremmo noi, sono insindacabili e inintelligibili.  

E anche che essere ragazze perbene potrebbe significare, semplicemente, cercare di essere felici. 

Ma quanto è difficile?  

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