
UN THRILLER PARANORMALE COSTRUITO ALLA “INCEPTION”.
Oggi voglio parlarvi di Metempsicosi, l’ultima fatica di una delle persone della blogosfera a cui sono più affezionata, nonché il mio super caro Brontolone Stefano Caruso (qui su WordPress lo trovate come @Protowrite).
Metempsicosi è il suo ultimi thriller paranormale, che gli ha preso quasi quattro anni di stesura. E ce credo! Infatti la costruzione è minuziosa e non riesco a capire come Stefano riesca a gestirla così bene.
Il protagonista è Sebastian, un sensistivo, chiamato dal fantomatico conte Montgomery a indagare insieme ad altri colleghi alla scomparsa di cinque ragazzini nella città di Tumbleweed.
La città è una specie di far west, dove tutti gli abitanti paiono quasi lobotomizzati, il tempo fermo e l’atmosfera asfissiante.
Sebastian, con Emilyn, Philip e una sensitiva che non parla mai, soprannominata Silenzio, inizieranno a indagare nella villa del conte. Peccato che questo sia morto da un pezzo.
I quattro fanno tutti uso del NAC-B, una pastiglia che porta in un’altra dimensione, sperando di trovare risposte. E invece si troveranno incastrati in un feroce incubo, da cui è impossibile scappare e dove non solo bisogna fare i conti con l’entità malvagia che si sta nutrendo dell’intera città, ma anche con i demoni per proprio passato…
Devo dire che il romanzo ha quella splendida capacità di acchiappare fin dalle primissime pagine, anche se al lettore non è mai concesso di distrarsi, per non perdere nemmeno uno dei tasselli della narrazione, incastrati alla perfezione visione su visione, dimensione dentro dimensione.
La narrazione è un po’ splatter ma anche questo è perfettamente in linea con il tipo di storia scelta e personalmente non mi ha mai dato troppo fastidio, anzi.
Inoltre, il passaggio dal presente al passato di Sebastian mi è piaciuto un sacco, era come passare a un’altra visione, tanto è vero che ancora non so quale cacchio sia la realtà e devo dire che mi piace tanto così!
Stilisticamente è un romanzo molto pulito e il mio amico ha dimostrato di saperci proprio fare, va deciso dove vuole andare senza cincischiarsi.
Nonostante sia un bel malloppo, io davvero l’ho finito in una manciata di giorni.
A chi ha lo stomaco forte e non vede l’ora di perdersi in mondi con manicomi, ville stregate, città del far west che non si capisce perché sono ferme nel tempo… be’, si accomodi!!!

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