
Credo di non leggere un romanzo storico da… boh, secoli! Non è proprio il mio genere, lo ammetto candidamente, e quindi non sapevo bene cosa aspettarmi da questa lettura.
Devo dire che invece lo stile di scrittura lineare e la storia in sé mi hanno molto affascinata.
Ci troviamo nell’Impero romano, all’epoca in cui Traiano sta per succedere all’Imperatore Nerva, che lo aveva adottato. I nostri protagonisti sono però tre giovani di buona famiglia: Musa, Rullo e Albino, originari di Mutina (nonché Mantova…). La loro città non versa in buone condizioni e i giovani decidono, per aiutare la città e le loro famiglie, di diventare pretoriani, il corpo speciale militare di Roma. Adriano, figlio di Traiano, li prende subito di buon occhio e affida loro diverse missioni, sempre più importanti visti i successi ottenuti. Infatti, su ordine del loro comandante, si recheranno in Dacia, dove si trova Traiano stesso, con la missione di avere più informazioni possibili su Burbis, un duca dacio che si sta ribellando al re Decebalo. Lo scopo di Roma è quello di offrire il traditore a Decebalo, per portare nuove alleanze all’Impero. I tre però si troveranno presto a fare i conti con l’astuzia del nemico…
La lettura è davvero molto scorrevole e non scade mai eccessivamente nel didascalico, che è il principale problema di un romanzo storico (l’autore, per farti vedere quanto ha studiato, ci tiene sempre a farti la “lezioncina”, che di rado serve…). I tre protagonisti principali sono molto ben delineati e il loro essere giovani li rende forse meno “pesanti”, rispetto ai soldati romani a cui siamo abituati da libri e televisione. Infatti abbiamo anche spazio per una storia d’amore, quella tra Musa e la bellissima duchessa Zarsia.
Mi è piaciuta moltissimo anche l’incursione delle divinità attraverso una sorta di sogno, dato che le divinità (e che ve lo dico a fare, conoscete già la mia fissazione per Proserpina…) sono una mia passione.
A livello stilistico avrei alleggerito di un po’ di descrizioni o di scene meno utili, per tenere sempre super incollati alle pagine, ma devo dire che anche nei momenti meno “attivi” la scorrevolezza dello stile fa procedere a passo spedito.
Sarei proprio curiosa di vedere se l’autore sta prevedendo un seguito, perché lo leggerei volentieri.
Molto consigliato agli amanti della stupenda antica Roma!

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