Vita da scrittore: le PRESENTAZIONI.

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Sto pensando di rivedere, il blog, la pagina e le “rubriche”. Ormai è da tantissimo tempo che procediamo allo stesso modo, con gli esercizi, il racconto eccetera, ma vorrei sentirmi libera di spaziare anche in altro, e forse non avere una scaletta così rigida può permettermi di sentirmi meno ingessata.

Ecco quindi che vorrei, a settimane alterne, discutere un po’ con voi nei commenti temi che gli scrittori (ma anche i lettori, mo ci penso!) affrontano in modo quotidiano.

Partiamo quindi dal tema delle PRESENTAZIONI, cioè quando uno scrittore, bello bello, va in una libreria o in una biblioteca con le sue copie sperando di trovarsi di fronte a Woodstock, con firma copie lunghi quanto quello di Gilderoy Allock in Harry Potter. La realtà dei fatti è sempre mooooolto diversa e spesso ci si ritrova a parlare con amici e familiari intervallati da qualche coraggioso sconosciuto.

Io ne ho fatte poche, lo ammetto candidamente, un po’ per paura, un po’ per timidezza, un po’ perché a volte temo che non ne valga la pena. Non ho mai portato a casa grandi vendite dalle presentazioni, però devo dire che le poche che ho fatto sono comunque state divertenti o almeno istruttive.

Vorrei sapere che ne pensate voi e aprire un dibattito: servono, per un autore? Non servono? Avete mai messo a segno buone vendite? Come vi sentite? Quali sono le presentazioni che funzionano di più?

Condividiamo le nostre esperienze e le nostre idee, giacché i social servono proprio a condividere, no?

 

Risposte

  1. Avatar Non Solo Campagna - Il blog di Elena

    Non penso che dall’incontro con il pubblico dei lettori venga fuori un salto di qualità per lo scrittore, a parte il piacere di incontrare persone.

    1. Avatar Katy

      Sì su quello sono d’accordo, a meno che non si tratta di un nome di una grossa CE, che vogliono sponsorizzare grazie alle presentazioni e ai tour. Ma che ne pensi a livello di canale di vendita?

      1. Avatar Non Solo Campagna - Il blog di Elena

        Infatti per il grande nome è diverso. Anche come canale di vendita non è per svoltare. I libri cartacei costano troppo per gli autori sconosciuti, anch’io non spenderei molto. Ho letto di molte strategie per vendere ma riguardano gli e-book su cui te la puoi giocare con promozioni e sconti vari. Al solito qui non è per svoltare economicamente, ma riesci a vendere molti pezzi. A me è capitato sui vari social di essere contattata da alcuni autori che dichiaravano di essere best-seller e mi chiedevano se volevo una loro copia con autografo. Premesso che non do il mio indirizzo di casa a uno sconosciuto, ma non è triste? Insomma, credo che oggi la scrittura possa essere una bella passione da coltivare, ma da affiancare alla propria attività lavorativa. Può succedere di sfondare, ma non ci conterei. Non significa, con ciò, che uno non sia bravo.

      2. Avatar Katy

        La questione è davvero complessa e ognuno ha la sua esperienza. Sono d’accordo con te che al momento vivere solo di scrittura (con la vendita dei propri libri, intendo) è davvero difficilissimo. Per quanto riguarda gli autori best seller, io non gli rispondo nemmeno. Perché sono loro che cercano te, se sono così conosciuti? bobobo…

      3. Avatar Katy

        Quelli che si propongono così si fa bene ad ignorarli, perché davvero non hanno idea di cosa significhi l’umiltà (o la professionalità, che guarda caso vanno sempre pari passo…)

      4. Avatar Non Solo Campagna - Il blog di Elena

        Io sono imbarazzata per loro. E poi sì, non è professionale.

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