
QUANTI TIPI DI INFELICITÀ ESISTONO?
La risposta è moltissimi.
Ce lo mostra Alice Torriani in questo romanzo edito Fandango libri, editore scoperto l’anno scorso con cui il feeling si sta solo intensificando.
Andrea è uno scrittore sulla cinquantina, sposato con Lisa, attrice di teatro e di fiction. La vita dell’uomo è piatta, arenata. Andrea si è arreso, in una morsa di insoddisfazione in cui anche la vicinanza della moglie (vicina sì, ma quanto?) è marginale, un orpello stilistico di una vita vuota. Seguendo le orme del migliore amico Giorgio, che pare rinato, scopre il Black Hole, un esperimento che permette, tramite dei flash, di vivere uno dei rami che avrebbe potuto assumere la propria vita. Nel caso di Andrea è la chirurgia, strada designata dalla famiglia da lui rigettata. E se invece fosse diventato chirurgo? Sarebbe diventato famosissimo con il metodo per allungare le gambe e avrebbe conosciuto Melissa, giovanissima ragazza avvolta dal mistero, tanto complessa quanto magnetica. Ma quanto possono durare questi viaggi? E che prezzo hanno?
La Torriani risponde alla domanda che ci siamo posti tutti, almeno una volta: che sarebbe successo se? Questa vita sfavillante, fatta di rolex e ragazze discinte, è davvero più appagante del morbido abbraccio della moglie? Chi si sta sottraendo a chi?
Il tema del bovarismo qui trova una declinazione moderna, l’incomunicabilità interpersonale portata ad aridità dei rapporti umani. Andrea non riesce a comunicare con Lisa, Giorgio, nemmeno con Melissa. Può essere questo alla base dell’infelicità?
Questi romanzi mi mettono sempre sull’attenti, mi ricordano quanto anche io (forse perché scrittrice con le storie in testa) tenda a farmi dei film mentali così potenti da sentirne dolore, il morire di nostalgia per qualcosa che non si vivrà mai di Baricco.
Allora mi obbligo a ricordarmi della bellezza della voce di mia nipote che chiama Zia Katy, del sugo fresco di mio padre, della comprensione di mia madre, la sorellanza delle mie amiche, le rughe intorno agli occhi di Andrea che ride.
Le cose per cui essere felici, alla fine, sono sempre i dettagli. Ma sono loro a fare bello il quadro grande.

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