
Non so se questa mia mania di scriverti una lettera per ogni anno, raccontandoti qualcosa avvenuto a me alla stessa età, ti piace ancora o inizia già a renderti insofferente. Posso solo sperare, adesso che i racconti iniziano a farsi interessanti, queste righe ti appassionino, come quando sistemo il mio armadio e tu stai seduta sul letto a guardare che ne esce.
Compleanno 14! Cosa è successo a me, quando avevo quattordici anni?
Ho dato il mio primo bacio…
Lui era un mio compagno di classe. Il più simpatico, molto dolce, biondo (sì amore, biondo. Ci sarà pur un motivo per cui adesso l’unico biondo che tollero è Leo di Caprio, no?). Mi ricordo che la mia cotta per lui è cresciuta giorno dopo giorno, scivolando limpida tra le pieghe della mia anima di adolescente bizzarra e vagamente dark. Quasi non potevo crederci quando, una sera di maggio, mi ha inviata alla fiera del suo paese. Sante le zie furono quella volta, a venire con me per non destare preoccupazioni (visto soprattutto che ci ha accompagnate e recuperate a fine serata la mamma di Zia Maly). Che dirti, quella sera è stata speciale: giostre, cagnolino peluche vinto da lui per me alle bancarelle e infine giro al parchetto, per raggiungere la sua combriccola di amici. Quei birboni, appena arrivati, requisirono le povere zie lasciando così me e lui soli.
“Ti va di fare una passeggiata?” mi ha chiesto.
Era buio, non vedevo quasi niente. Ci sedemmo su una panchina. I miei ricordi a quel punto si crashano sul ricordo fisico di quando i nostri visi incerti e tremolanti si sono avvicinati. Ricordo l’agitazione, il fresco delle labbra. Ma soprattutto… i nostri denti che sbattono. Se il tuo primo bacio non l’hai ancora dato ti avviso: fai piano e prendi le misure! I denti che sbattono non sono affatto romantici!
Comunque, i baci sono belli, mio tesoro. Non tenerli mai per te, quando ti senti di regalarli a qualcuno.
Stampa baci sulle guance delle tue amiche, sul testone del tuo cane, sulle lettere per qualcuno di speciale, anche se, dopo, quel qualcuno ti lascerà spezzandoti il cuore proprio su una panchina in un freddo gennaio.
Ma questa è la storia della prossima lettera, e non voglio fare spoiler!
Buon compleanno, mi vida.
Mamma.

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