Recensioni libri: Ricardo y Carolina, Laura Costantini e Loredana Falcone

 

 

Una delle parti migliori di aver intrapreso seriamente l’avventura del blog, è quando qualcuno si affida a me per una recensione. Succede spesso, devo dire, ma non succede altrettanto di frequente che il libro sottoposto mi piaccia così tanto da appiccicarmi alle pagine. Invece è stato così per Ricardo y carolina, il libro propostomi da Luca Terlizzi tra quelli scritti da Laura Crescentini. In questo caso si tratta di un lavoro a quattro mani, con Loredana Falcone, esperta di storia con il pallino per le protagoniste femminili.

Quella che abbiamo di fronte è, sostanzialmente, una grande storia d’amore. La nostra protagonista è Carolina Crivelli, una giornalista italiana giunta in Messico per mettere distanza tra sé e i suoi obblighi di futura sposa, alla ricerca di identità personale e affermazione che non sia legata a un uomo. Siamo ai tempi di Massimiliano d’Asburgo, appena divenuto imperatore del Messico, e della lotta di Benito Juarez per liberare il suo paese non solo da un sovrano straniero ma soprattutto da chi lo appoggia, cioè lo spietato esercito francese. Carolina, le cui uniche mire sono di avere un’intervista con l’Imperatrice Carlotta attraverso Don Leon Calleja de Hormigas, il medico personale della regina, si trova sua malgrado invischiata nella rivoluzione, di cui fanno parte i giovani figli del nobile: Victoria, bellissima e fiera donna nobile destinata a un matrimonio francese ma innamorata del General Rubio, un gringo generale della revolucion, e Ricardo, sprezzante e donnaiolo, nasconde bene un animo da rivoluzionario pronto a dare tutto per la libertà del suo paese.

La doppia storia d’amore, che fiorisce tra mille ostacoli, tra Carolina e Ricardo (come intuibile dal titolo) e tra Victoria e Clair, è ben orchestrata e mai banale (senza scendere nel melenso, nel trito e ritrito o nelle descrizioni sessuali imbarazzanti). Il perno dell’amore qui narrato è soprattutto l’affermazione della donna, che si prende il suo posto a suon di pugni e graffi nella storia. Sia Victoria che Carolina, infatti, si oppongono fieramente a ciò che società sembra imporre loro, per avere un ruolo sempre più attivo sia nelle scelte che le riguardano che nella rivoluzione. Abbiamo infatti molte scene di riflessione sulla visione della donna soprattutto in guerra, trattata come ostaggio, come oggetto di sfogo degli istinti più bassi e privata quasi sempre di una morte onorevole.

Sia questo aspetto, che quello storico, mi hanno fatto apprezzare tantissimo il testo, reso ai miei occhi ancora più appetibile dallo spagnolo e dall’ambientazione latina, che come ben sapete esercitano su di me un certo fascino.

Ha portato alla mia conoscenza un pezzo di storia che non conoscevo, e quando un libro mi insegna qualcosa sono sempre contenta.

La scrittura è fluida ma non banale e i termini scelti si iscrivono perfettamente nella descrizione storica del periodo.

Davvero Davvero consigliato!

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