Racconti da un titolo: Cortesie per gli ospiti, Ian McEwan.

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“Cara, ci pensi tu alla colazione dell’ospite?” 

Ella non avrebbe voluto muoversi di un centimetro dalla posizione fetale che aveva assunto, bardata nel suo pigiama con gli unicorni. Non voleva alzarsi, iniziare la giornata. Non voleva rimettersi dentro quel micro-ufficio polveroso, con quel coso che svolazzava per la stanza. Quasi le venne da piangere e invece sorrise alla nonna, che ancora attendeva sulla soglia.  

“Ovviamente, nonna. Faccio io.” 

I suoi vestiti sgargianti sembravano infastidire la sua nuova datrice di lavoro, dunque indossò un abito rosso. Sempre plissettato sul fondo con tanto di taffetà, ma almeno non aveva pois o ciliegine o cuoricini. 

In cucina, iniziò a preparare la colazione. Era un rito che le piaceva, quando il B&B aveva degli ospiti.  

Spremeva le arance e riempiva la brocca di succo, aromatizzato con qualche fettina di zenzero e zucchero di canna, poi disponeva, dalla più chiara alla più scura, le tre ciotoline blu con i condimenti per il pane. Burro, marmellata di ciliegie, burro d’arachidi. Riempiendo l’ultima ciotola, non poté negarsi il suo piacere nascosto, immergere la punta dell’indice nella pasta salata e stucchevole insieme e leccarsi il dito. La nonna l’aveva rimproverata un milione di volte, da piccola, ma a lei quel vezzo era rimasto. Poi tostò le fette di pane e tagliò una bella porzione di quiche agli spinaci della nonna che era l’unica cosa salata, con il salmone affumicato, che non facesse venire un conato a Ella, di primissima mattina. Per ultima, imbastì la caffettiera grande, così il caffè sarebbe bastato per tutti. Ammirò il suo lavoro, su un bellissimo vassoio di legno grezzo, ridipinto in verde foresta da lei stessa, e poi uscì in giardino. Il rumore del mare avvolgeva tutto, anche se non lo si vedeva, grazie alla siepe che garantiva un po’ d’intimità.  

L’ospite era già arrivato. Le dava le spalle guardando da qualche parte, in cielo. 

“Buongiorno!” esordì Ella, sfoderando il suo migliore sorriso.  

Lui si girò, ma nel vederla si increspò in un’espressione strana, con le sopracciglia aggrottate, come se stesse cercando di capire dove l’aveva già vista.

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