
“L’impiccione,
me l’ha detto.”
“Che impiccio’?”
“Quello che vive al primo piano, nonna. Sempre lui.”
“Ah.”
“Eh.”
“E che t’ha dett’?”
L’odore dolciastro del legno delle ante, rigonfio per il sole, l’usura e l’umidità, si mescola con quello del sugo fresco, della bistecchina di brontosauro fritta e, ovvio, del caffè. Lo stiamo appunto bevendo in cucina, in semi ombra, io e mia nonna.
Mi ha chiamata al telefono urlando, non perché fosse una questione di vitale importanza ma perché quando parla al telefono ci vede lontani, lontanissimi, e urla per raggiungerci.
“Curò, a nonna, mi prendi il pane che mi fa male la caviglia?”
Non le fa male la caviglia, e io adesso lo so. Solo non voleva uscire di casa. Ma mia nonna è una vecchia volpe, non a caso nel corridoio campeggiano quasi solo sue fotografie da giovane. Chioma fulva e mossa, occhi verdi, una scintilla nello sguardo da paralizzarti. Ecco, così, giusto per non metterti soggezione, per non farti capire che non saremo mai come lei. Troppo figa, troppo furba.
Io però oggi so, ma so che sa anche lei, perché è troppo intelligente per non sapere.
“Nonna, sei stata tu, su!”
“Pst! E tu credi a quello che vive con il naso appiccicato alla finestra?”
“Proprio per quello. Sarà pure un impiccione, ma ha detto che hai fatto bene!”
Lei si nasconde dietro la tazzina, o almeno ci prova, perché il suo sorriso si allarga talmente tanto che lo Stregatto a suo confronto non è nessuno.
“Non credevo che te l’avrei mai detto ma, nonna, i dispetti non si fanno.”
“Non è un dispetto; è un piano” risponde lei con semplicità.
Dopo un anno di liti condominiali, di telefonate con l’amministratore, di divieti ai bimbi della scala B, di diniego delle chiacchierate tra condomini nella scala interna del cortile, quelle che a mia nonna, alla signora Pina, a Marisa e pure all’Impiccio’ piacevano di più, mia nonna ha deciso di vendicarsi da sola della terribile signora Cinzia, rubandole dal davanzale la pizza lasciata a gonfiare.
Però adesso dice che non è una marachella, ma un piano.
Indago con gli occhi, chiedendole spiegazioni.
“Un detto dice: “Il nemico del mio nemico è mio amico”. E mo’ mi invento un nemico che fa dispetti a tutti. Così dovremo diventare amiche per forza, perché avrà un’altra battaglia ben più importante da combattere.”
Se non puoi combatterli, alleati con loro. Mia nonna i Sette Regni di Game of Thrones li avrebbe conquistati in due giorni.

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