
Conchiglie spezzate
nelle tasche
di lunghi cappotti invernali.
Da far risuonare tra le dita,
o da poggiare all’orecchio,
quando vuoi solo sentire
una voce amica.

Conchiglie spezzate
nelle tasche
di lunghi cappotti invernali.
Da far risuonare tra le dita,
o da poggiare all’orecchio,
quando vuoi solo sentire
una voce amica.
Molto carina! Mi sembra di capire che sei portata per la poesia; non è facile per me trovarne di mio gusto. Mi piace l’uso che fai dell’oggetto e dell’immagine (del resto, queste parlano da sole). Devo dire, però, che mi sarebbe piaciuta ancora di più se non ci fosse stata la seconda strofa. La prima rende benissimo l’idea senza bisogno di spiegazioni ulteriori. Anzi, implica ancora di più! Nostalgia, attesa…
Dici, che sono portata per la poesia? Ne scrivo poche e di rado, a essere sincera! Infatti non le riguardo mai, non subiscono l’editing feroce sotto cui passano racconti o ancora peggio i romanzi. Ti ringrazio però del commento e attendo tue osservazioni sulle prossime 🙂
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