
Storie fantastiche di gente comune
Storie fantastiche di gente comune è una raccolta di racconti di Stefano Valente. I tre racconti, di cui adesso vi andrò a parlare, hanno un filo comune: gli eroi.
Quelli però di tutti i giorni e che non passano agli onori della cronaca perché la loro persona è, in fondo, normale.
- Trama
I racconti sono tre. Il primo è quello di Paolo, militare dell’aeronautica. La sua storia è quella con cui è più facile entrare in empatia. È il racconto di come Paolo abbia scelto la carriera militare (aeronautica ma di terra, a causa di un difetto della vista) a discapito di quella brillante di medico che gli era stata cucita addosso dalla famiglia. È la storia della sua amicizia con Augusto, unico appiglio nella fatica dell’arma. Ed è la storia di come l’amore cambi tutti gli uomini. Non posso dirvi molto altro per non fare spoiler, ma devo dire che in questo racconto si respira una forte aria di patriottismo, che sempre più spesso tendiamo a dimenticare (e, per carità, non confondiamolo con il nazionalismo eh).
Il secondo racconto è quello di Chiara, laureata in chimica farmaceutica e, di fatto, un genio, visto il suo QI. La sua narrazione è tutta incentrata sugli studi di Chiara sull’Athena, un farmaco che pare miracoloso per gli effetti benefici contro una malattia molto grave come l’Alzheimer. Sembra, appunto, perché non è tutto oro quello che luccica.
Infine abbiamo un racconto che discosta dagli altri poiché è l’unico in cui i fatti si svolgono in contemporanea alla narrazione e non prima. Matteo è un avvocato rampante, così tanto da far dichiarare innocente un assassino. Quando l’avvocato si ritrova il suo cliente morto, quando aveva deciso di affrontarlo, ecco che parte un meccanismo a catena da thriller.
- Recensione
Non posso non ammettere che il tema principale di queste tre storie, cioè come ognuno nel suo piccolo possa diventare un eroe, è davvero bello e significativo.
Per come sono fatta io, però, il tipo di eroismo che mi colpisce maggiormente è ancora più quotidiano. È quello del panettiere, che si sveglia alle tre del mattino, o di quello del ragazzo laureato che lavora al Call Center (cazzo, io ne so qualcosa), è quello dell’infermiera che si vede arrivare in pronto soccorso il tipo con l’unghia incarnita.
I nostri tre eroi sono comunque in qualche modo straordinari, per formazione, per conoscenza o arguzia, dunque le loro gesta non dico che perdano significato, anzi, ma sono meno empatiche.
Devo dare atto all’autore della preparazione tecnica nei tre campi toccati, che nel secondo racconto è stata per fino troppa. Io che di chimica ne capisco poco e nulla ho fatto presto a saltucchiare qua e là gli spiegoni di Chiara.
L’ultima cosa che purtroppo non mi ha fatta entrare del tutto in contatto con la storia è il tipo di narrazione. Un po’ troppo “narrata” e poco “mostrata”, sarà forse appunto per la presenza costante di spiegazioni tecniche.
- Cosa mi rimane
Mi rimane senz’altro la consapevolezza che ognuno di noi può diventare un eroe, e forse già lo è.
- Da leggere ascoltando.
Dai, questa era scontata: Heroes, di Bowie.

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