
- Trama
Helen ed Ellie sono due gemelle. Helen, e lo capiamo fin da subito, è il capo. Lei, infatti, detta le regole del gioco, conduce la sorella. Ellie è ancora meno di una spalla, è quasi un accessorio, vessata dalla bravura di Helen.
Un giorno, però, Helen decide di fare un nuovo gioco: lo scambio. Le due si scambiano i vestiti, fanno una la pettinatura dell’altra e si immedesimano nella gemella.
Le due sono così brave che perfino Mary, migliore amica di Helen, non la riconosce nei panni della gemella. Per non parlare, poi, della madre, completamente concentrata nella notizia del suo fidanzamento.
Ellie, quella vera, decide allora che non vuole più scambiarsi. Stare nei panni di Helen, lodata in tutto e per tutto dalla madre, è così bello e comodo, che non vuole più svestirli per tornare la sorella “strana“. Helen, invece, così abituata a essere quella perfetta, subisce un trauma terribile: come può essere che lei, quella brava, adesso sia quella che tutti trattano in modo strano?
Da qui, parte tutta la narrazione, fino all’età adulta delle due gemelle, passando per una vita fatta di terribili bugie da parte di Ellie per tenersi ciò che ha ottenuto e di crisi profondissime da parte di Helen, a cui non resta nulla.
Il tutto, alternato dai racconti nel presente di Smudge, versione adulta e mentalmente malata di Helen.
- Recensione
Questo romanzo, molto psicologico, prende fin dall’inizio. L’alternarsi dei racconti del passato con quelli del presente rende il tutto più fluido, gestibile, e senza dubbio più intrigante.
La vita delle due gemelle si svela a noi passo per passo, facendo passare anche noi per le brutture subite da Helen dopo lo scambio. Il suo crollo mentale è praticamente subitaneo, e con l’adolescenza che incombe peggiora fino a livelli clinici. Ma chi ci dice che la stessa crisi non l’abbia vissuta anche Ellie, nascosta solo sotto una patina di perfezione?
La caratterizzazione dei personaggi, quantomeno di Helen che è la nostra voce narrante, è ben fatta (anche quella della madre, essere odioso), mentre avrei preferito la stessa attenzione per Ellie, l’altra faccia della medaglia di questa situazione terribile.
I temi trattati sono profondi: la malattia mentale in primis, l’incomunicabilità familiare, l’egoismo, l’abuso di qualsiasi sostanza.
- Cosa mi ha lasciato
L’aspetto che mi è piaciuto di più, è proprio quello relativo allo scambio e cioè vedere come, agli occhi di tutti, è più importante il contenitore del contenuto. Infatti, Helen non cambia personalità quando indossa i panni di Ellie (quando decide di riprendersi la sua vita, insomma), eppure tutto quello che dice viene frainteso e giudicato malamante, causando in lei una frustrazione tale da sfociare in malattia.
Un bel thriller psicologico che si legge davvero piacevolmente.
Stelle: 4/5

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