Mi sveglio ed è chiaro che la mia mezza febbre, di cui non conosco l’entità non avendo nessun termometro con me, non è passata. Infatti Charlotte sente la mia tosse dalla sua camera. Lei sta per uscire, per fare un’intervista, però mi dice che ci potremmo incontrare nel pomeriggio per berci qualcosa e farci compagnia mentre scriviamo.
Ottimo, niente di meglio!
Bloggo, recensione di Supernatural, breve litigatina a distanza con il mio boy, How I met your mother sul divano.
Verso le tre e mezza esco per fare la spesa per domani: preparerò per Charlotte il mio arrosto speciale! Così nel frattempo attendo il momento di andare in centro per incontrarla.
Peccato che, nemmeno due minuti dopo essere entrata da Morrisons, sento le forze svanire del tutto accompagnate da un lieve senso di nausea. Katiù, puoi fare la gradassa quanto vuoi, ma sempre fino a un certo punto.
Quindi, con la coda tra le gambe, non mi resta che tornarmene a casa dando buca a Charlotte e accucciarmi sul divano sotto otto strati di pile.
Leggo, mi cazzeggio su Netflix e mi preparo i ravioli, proprio da malatina. Intanto Charlotte è tornata, mi ha comprato i crumpets per regalo!, ma è occupata al telefono con uno dei tizi conosciuti on-line.
Quindi, mentre le mie amiche sono a Roma e Andrea è fuori con i nostri amici per il compleanno di Massimo, a me non resta che aggrapparmi all’ultimo barlume di speranza per salvarmi dalla mia mestizia, nonché Pedro Pascal. Unica gioia in questo sabato very sad.
Anche Ginkuro è stata tutto il giorno sotto la sedia in giardino, siamo entrambe ko!
Sconfitta, non mi resta che andarmene a letto e sperare che la tachipirina faccia il suo dovere.
Day 47, gone.

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