Dopo il pomeriggio e la serata di ieri mi sveglio tardissimo. Chiacchiero con Charlotte e poi faccio i miei compitini. Nel mentre sento anche mia cugina, che mi dice che è felice che ieri è stata male e quindi non era con me a Oxford Street. Immaginatevi la mia faccia basita, dato che io invece c’ero. Diciamo che l’insensibilità si spreca e così mi ricordo perché per me la mia famiglia, al di là di quella stretta di madreh, padre e sibilings è fatta dai miei amici. Perché loro me li sono scelti, e un motivo c’è.
Anyway, la giornata è bella e soleggiata, quindi non c’è niente di meglio che impacchettarmi per bene e andare verso Southbank, la parte del Tamigi del Tate, giusto per intenderci.
Ormai sono una super gradassa e attraverso con passo deciso il Millennium Bridge. Arrivo di fronte al Tate, che oggi è affollatissimo, e inizio la mia strada verso Southbank. Voglio arrivare fino al London Eye, su cui comunque non ho nessunissima intenzione di salire.
La zona è bellissima. C’è una pista di skate, che non avevo mai visto, un sacco di negozi d’arte fatta a mano. Adesso è tutto attrezzato per Natale, con una marea di negozietti nelle tipiche casette di legno. Io mi pappo delle patatine buonissime mentre sento di nuovo mia cugina che, stranamente, si interessa per due minuti a quello che sto facendo.
Dopo aver finito la mia super passeggiata (ormai non sento nemmeno più la fatica di camminare o il peso del pc) torno a Saint Paul, ancora sul Millennium (mi accorgo che arrivo a metà strada prima di pensare le solite cose tipo moriremo tutti) e mi rifugio nel mio Starbucks.
Oggi per fortuna c’è il capo (così ho intuito io) che si ricorda di mettermi i riccioli di cioccolato d’oro nella mia cioccolata.
Scrivo un nuovo capitolo e poi spesa, dato che veramente sono a secco.
A casa sono sola, perché Charlotte è a un compleanno. Non c’è niente di meglio quindi che rintanarsi sul divano dei miracoli con Netflix.
E, nel mio disperato bisogno di affetto, ricomincio Narcos. Pedro Pascal come cura a ogni mia mestizia.
Prima di andare a letto, videochiamata con Andrea che impunemente dorme con la mia coperta di Supernatural.
Infine, nanna.
Day 40, gone.

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