Day 39 of 62. The Black Friday, all meaning possible.

Mi sveglio ad un orario decente ma cazzeggio a letto fino a tardi. Infine mi alzo, per fare colazione e i miei compitini. Charlotte questa sera deve uscire, quindi già mi sto pregustando una serata tutta sola soletta in casa in compagnia del mio adorato divano dei miracoli.

Sento mia cugina, con cui dovrei affrontare la battuta di shopping odierna, ma sta male, quindi decido di affrontare il Black Friday da sola. Charlotte mi dice che sono pazza, ad infilarmi nella bolgia di Oxford Street proprio oggi (e a ben pensarci non aveva poi tutti i torti).

Io però mi armo di santa pazienza e vado. Scendo alla mia solita fermata Holborn, con la promessa di rifugiarmi al mio solito Grind dopo per scrivere, e mi infilo per Oxford Street. Sì, decisamente un casino. Non solo è venerdì ma è il Black Friday, quindi tutto il mondo è qui. Io per fortuna ho già la mia meta, cioè Bershka, dove vedere se la mia benedetta camicia con i cactus, che punto da mesi, è in saldo. Niente da fare, ancora a prezzo pieno. Faccio una tappa in un altro negozio e poi decido di iniziare a battere in ritirata verso Primark, quello di fronte a Tottenham Court.

Lì, lo spirito natalizio più quello dello shopping combinati in una combo distruttiva mi fanno riempire un cestino. Ma i miei regali di natale sono quasi conclusi!

Fiera di me mi dirigo alla cassa. Faccio giusto in tempo a vedere un messaggio di Massimo, l’amico che mi è venuto a trovare, che mi chiedeva se ero a Oxford Circus e una chiamata persa di Andrea.

No, non sono a Oxford Circus ma sono poco distante. Un quarto d’ora dopo esco e finalmente il telefono mi prende di nuovo. Chiamo Andrea, per capire che ha. Niente, hanno chiuso la stazione di Oxford Circus per dei presunti spari. Mi chiede, testuali parole, di andare a casa e restarci. Ottimo. Da lì, si inanellano chiamate di mio padre, di mia madre in lacrime e di mio fratello.

Le stazioni del centro erano tutte chiuse. Dove ero io non si è percepito nulla (se non un paio di elicotteri che passavano). La gente era tranquilla e non c’era polizia. Sta di fatto che ho dovuto prendere un bus (santa Charlotte che da casa mi ha dato le indicazioni) prima di arrivare a una metro vicina casa.

A casa Charlotte è con un’amica, che ha sentito amici evacuati dalle stazioni. Alla fine era un falso allarme, ma grazie al cazzo. Spiegatelo voi a mia madre che come ha sentito Londra è entrata nel panico!

Comunque, finalmente a casa dopo questa Odissea, mi preparo la cena e poi Supernatural e The Walking Dead.

Provo a leggere un po’ ma la mia concentrazione, dopo questo pomeriggio, manca. Quindi nanna.

Day 39, thankfully gone.

Risposte

  1. Avatar illettorecurioso

    Sai che quando ieri in radio ho sentito la notizia in diretta ho pensato a te?! Per fortuna era un falso allarme!

    1. Avatar Katy

      Che carina che sei stata, grazie per il pensiero! Sì, fortunatamente niente di che.

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