Oggi purtroppo il sole decide di splendere altrove e di non affacciarsi, nemmeno per sbaglio, sulle coste londinesi (Londra non ha coste, abbiate pazienza per la licenza poetica).
Mi sveglio, colazione e compiti. Charlotte sta per uscire, oggi ha il baby shower di una sua amica. Per chi non fosse troppo familiare con i baby shower, sono feste in onore dei futuri nascituri, dove gli amici portano dei regali per il baby, appunto.
Oggi la giornata è grigia ma così grigia che sarebbe meglio starsene sul divano dei miracoli a iniziare Narcos da capo, invece mi armo di santissima voglia di volontà ed esco.
Il mio posto preferito, nonché la British, chiude alle cinque. Ancora peggio la Wellcome che il sabato chiude alle quattro. Quindi, dove vado a scrivere? Sono due giorni che non scrivo e i miei personaggi si stanno incazzando.
Scelgo il provvidenziale Holborn Grind. Sono le tre e non dovrei aver difficoltà a trovare posto.
Infatti, mi siedo a uno dei tavolini, bella tranquilla, e con il te al gelsomino e una tartelletta ai lamponi inizio a scrivere. Due capitoli, dieci pagine. Mi fermo alle sei: al Grind c’è la regola “niente laptop dopo le 18″, quindi spengo, finisco i miei appunti sul quaderno zanardiano e infine mi incammino verso casa.
Decido bene, visto che non ho assolutamente voglia di cucinare, di fermarmi da Wasabi per una cena super healty super fast.
A casa, tra una cosa e l’altra sono quasi le otto, ceno mentre parlo con mia madreh al telefono. Poco dopo rincasa Charlotte e insieme guardiamo un film proposto da lei, Forgetting Sarah Marshall. Ho riso tutto il tempo. Come se il nostro livello di idiozia non fosse abbastanza alto, guardiamo un programma culturalmente elevato della tv inglese chiamato “Naked Attraction“, dove la gente si sceglie da nuda. E si vede tutto, ma tutto tutto.
Supernatural prima di andare a dormire, domani devo scrivere la rece, infine nanna.
Day 33, finished.

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