Sveglia al solito orario tardo, poi colazione condita da tante cose per il blog. Charlotte alla fine non aveva niente, voleva solo andare a letto presto, cosa che non ha comunque fatto (come al suo solito), anzi si è svegliata più scema del solito. Giusto per farvi capire il mood, cantava “Il mondo è mio” di Aladin in italiano, con le uniche parole in italiano che sa quindi grazie, prego, buongiorno, arrivederci… No, non ce la potevo fare!
Lei esce per andare a guardare due case, ancora non ci credo che questa casa la lasceremo entrambe!, io doccia e poi esco. Tardissimo, come al solito.
Sono diretta al Tate Britain, la sezione solo per artisti inglesi dal Tate. In quattro visite londinesi non l’avevo mai visto. Ebbene, male, malissimo, perché questo Tate salta ai vertici dei miei musei preferiti. Prima di tutto, l’architettura. Wow! Assomiglia a un enorme tempio greco, con una scala a chiocciola che collega i due piani e una cupola maestosa che la sovrasta. Poi, ho scoperto tipo trenta dipinti che sono balzati in cima alle mie classifiche personali tutti nella sala Harry and Carol Djanogly Gallery. In testa ai dipinti in questione Proserpina di Rossetti, Ophelia (super famous), Carnation, Lily, Lily Rose e The Lady of Shallott. Tant’è che la galleria di Turner, in confronto a questi dipinti, non mi fa impazzire neanche morta.
Anche tutta la parte fotografica, sulle minoranze nere a Londra negli anni 70-80 merita moltissimo.
Altro punto a favore del museo, il bellissimo shop. Maledetti. Ventidue pound blown in the wind.
Quando esco purtroppo è tardi e io devo spicciarmi ad andare al corso. Faccio giusto in tempo per una tappa da Costa per un mega cappuccino prima di andare al Free Word centre. Anche oggi lezione molto interessante, un sacco di spunti e di esercizi, anche se continuo a non capire perché invece di sette siamo solo in tre.
Comunque, telefonata con Andrea mentre torno a casa e poi Zumbo con Charlotte, mentre chiacchieriamo degli affari nostri.
Infine nanna.
Day 31 (il giro di boa!), done.

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