Day 30 of 62. The Viktor Wynd Museum of Curiosities.

Ebbene, passare due giorni di fila ad arrovellarmi in merito a temi inutili non mi fa bene, quindi oggi mi armo di santa pazienza e decido di rendermi attiva.

Il mio modo di reagire a questa ondata di Ennuì è andare nel posto più dannatamente strano e incredibile di tutta Londra (scusate, ho saltato la mia volpina che dorme in giardino, cosa che mi ha messo subito di buon umore).

Il signor Victor Wynd, un artista pazzo-visionario-che fa installazioni e performances con un sacco di gente, ha praticamente creato un piccolo museo delle stranezze.

Stranezze, avete detto? Nessun essere umano meglio di me ama le stranezze (mi ricordo quando a quindici anni mia zia cercava un regalo per me e entrava nei negozi chiedendo qualcosa di “conturbante“. E avevo quindici anni) e quindi questo è il mio posto. Il museo si trova al di sotto del pub, The Last Tuesday Society, come se già non bastasse l’atmosfera da film di Tim Burton del pub. Entro e mi trovo sopraffatta da teste di animali, scheletri, vetrine con la mostra di alcuni oggetti del Museo della Magia e Stregoneria prestati dalla sede in Cornovaglia (c’era una Trinacria, devo andare a capire cosa cazz c’entrasse!). Il tutto condito da Rockabilly (quando è partita la canzone Tequila avrei voluto disperatamente un ballerino!) e dal barista più educato della storia.

Mi avventuro da sola nel museo, io che sono una gradassa, scendendo la scala a chiocciola e mi dico subito: ma dove cazzo mi sono cacciata? Il posto è pieno di teche con cose assurde, insetti, roba zozza, oggetti incantati. Insomma, il posto perfetto per me (salvo poi continuare a guardare alle mia spalle che l’uomo impiccato non si muovesse). Tre le altre memorabilia, la pupù di Kylie Minogue (yep), un leone impagliato e… la testa dorata di uno degli ippopotami di Pablo Escobar. Ve la immaginate la mia faccia da fan girl? Per spiegarla a chi non ha ancora visto Narcos (come fate a stare al mondo?), il buon Pablo ha avuto la brillante idea di farsi mandare quattro ippopotami nella sua enorme tenuta in Colombia. Così, giusto per far vedere agli altri che lui c’aveva più money di tutti. Ebbene, uno dei quattro ippopotami è morto per il tragitto e Pablo per onorarlo ha fatto placcare il suo cranio d’oro e ce l’aveva in ufficio. Una cosuccia carina. Ah, i tre ippopotami restanti si sono trovati così bene da proliferare e adesso la Colombia è l’unico stato fuori dall’Africa ad avere degli ippopotami non in cattività.

Finito il mio giro in questo mondo parallelo, mi dirigo dal già citato Ziferblat per un’ora abbondante di scrittura prima di andare al corso, dove ottengo il mio primo piccolo successo: tutti ridono (non perché fa pena) quando scrivo un pezzo e l’insegnante non ha le sue solite observations! Urrà!

Esco tutta contenta, ancora di più per il fatto che mio fratello mi ha mandato due audio di mia nipote che mi chiama e mi saluta.

Il mio cervello di gallina però mi ha fatto commettere un errore imperdonabile, ho dimenticato Fosca a lezione! Fosca per chi non lo sapesse è la mia macchina fotografica. Torno indietro tutta trafelata e terrorizzata, ma il mio insegnante buon anima l’ha lasciata in reception.

Recupero la piccola Fosca e torno a casa. Charlotte è chiusa in camera e non appare. Strano, le chiederò domani se va tutto bene.

Mi guardo Zumbo e poi nanna.

Day 30 accomplished.

 

Risposte

  1. Avatar illettorecurioso

    Che curioso questo museo! Se ricapito a Londra non posso perdermelo! 🙂

    1. Avatar Katy

      Te lo consiglio pre aperitivo, per poi bere qualcosa al bar, che vale quanto il museo!

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