Day 29 of 62. Il criceto nella ruota.

Mi sveglio ancora tardi, ancora ammantata di quel simpatico senso di Ennuì. Colazione con latte e caffè nella tazza volposa, ciarle con Charlotte, doccia e telefonata con mia sorella durante la quale scopro che mio cugino Andrea non mi vuole più bene e non verrà mai più al pub Binario 9 e 3/4 con me. Quando una giornata iniziata bene continua meglio!

Alla fine, tra una perdita di tempo infondata e l’altra, esco senza meta. L’unica soluzione che mi ritrovo, con in cuffia gli Shinedown a ripetizione manco fossi una ragazzina Emo, è camminare. Cammino al freddo e al gelo per quasi due ore. A un certo punto mi perdo, quasi. Mi sono spinta molto più in là delle ultime volte e sono senza punti di riferimento. Google Maps stremato quasi mi abbandona. Mi salva una fermata della metro, sulla Victoria, che scopro essere solo una fermata di distanza da King’s Cross. Morale della favola ho coperto quasi sette fermate di metro da casa mia.

Arrivo a King’s Cross diretta allo Starbucks in Caledonian Road, che è grande e caldo. Certo, peccato che fino a ieri fosse funzionante e da oggi è chiuso per lavori! Decretando la mia sfiga cosmica cerco un altro Starbucks, l’unica cosa che potrebbe salvarmi è la mia cioccolata al fudge. Ma no, sono tutti pieni e io voglio anche sedermi. Inizio a sentirmi come il criceto che gira gira gira e non ottiene un cazzo. Esausta arrivo alla stazione di Euston Square. Trovo posto in una catena che si chiama Ritazza. La loro cioccolata non è nemmeno lontanamente all’altezza di quella di Stirby ma tant’è. Non mi è mai piaciuto il detto chi si accontenta gode, perché è una cazzata, quindi diciamo che opto per piuttosto che niente, meglio piuttosto.

Grazie al cielo ho avuto il buon senso di lasciare il pc a casa, quindi scrivo tre paginette sul diario zanardiano. Almeno i miei protagonisti sono contenti in questo momento e si stanno divertendo.

Verso le sette, affamata e stanca, salto in metro. Mi cucino un bel pollo e patate e poi passo la serata con Charlotte a guardare RuPaul Grag Queen Race. Insomma, programmi impegnati per innalzare il livello culturale dei nostri neuroni.

Mi addormento con la promessa di utilizzare meglio le mie giornate. Quanto sarà così, è da scoprire.

Day 29, thankfully gone.

 

 

Lascia un commento