Mi sveglio tardissimo, sepolta sotto il piumone, in contrasto col sole che prova a buttarmi giù dal letto. A me non me ne frega niente e resto al sicuro al caldo finché davvero non si fa decisamente troppo tardi e io oggi ho un appuntamento che non posso perdere: visitare la mostra A History of Magic alla British Library.
Dopo i miei compiti, il pranzo e aver speso ben 1 pound per stampare il biglietto per la mostra mi dirigo alla British, dove la mostra di Harry Potter continua a fare sold out. Infatti, è pieno, e devo spesso mettermi in fila per ammirare tutte le teche.
La mostra è composta nell’approfondimento delle materie studiate ad Hogwarts con riferimenti storici ad ognuna di esse. Così ci immergiamo dentro il mondo delle Pozioni (in una teca un vero bezoar, nella sua capsula oro), dell’Alchimia (presente alla mostra una pergamena di almeno seicento anni con le istruzioni su come ottenere la pietra filosofale), di Incantesimi (e vediamo la scopa di una vera strega!). Il tutto alternato a bozzetti, disegni, mappe, schemi su carta straccia della Rowling stessa sul mondo da lei creato.
Quasi commuovente per me il foglietto che ha decretato la svolta della vita della Rowling. Il commento della giovane figlia di un editor della Bloomsbury, a cui il padre aveva passato il manoscritto per leggerlo e vedere cosa ne pensasse. Il suo “questo libro è il libro migliore che possa leggere un bambino di nove anni”, scritto con la grafia sbilenca di una bimba ha segnato non solo il salto della vita dell’autrice ma anche il nostro, di tutti i Potterhead in giro per il mondo.
Bellissime le illustrazioni di Jim Kay (l’illustratore della Bloomsbury) sugli insegnanti e su Harry.
Per gli amanti della saga imperdibile ma prenotate on line e in anticipo: il sold out è costante.
Finita la mostra mi accomodo in uno dei tavolini e passo ancora un paio d’ore a scrivere. Devo darmi una calmata, sono a buon punto e non voglio finire troppo presto (assurdo, per Immortal ci ho messo sette anni, qui sono a metà romanzo in un mese).
A casa ceno, un bel piatto di pasta, poi mi accuccio sul divano dei miracoli. Fa freddissimo, devo comprarmi una coperta da Primark.
Il mio malumore non mi abbandona, mi resta impigliato alla caviglia come le alghe malefiche quando esci dall’acqua, ma so conviverci così bene che non è un grosso problema.
Prima di letto, chiacchiere con Charlotte che mi informa che domani verranno a fare le fotografie alla casa (mi racconta il tutto condito da tanti Fuck) e poi inizio Dickens, la mia copia in inglese di Great Expectations. Mi devo sforzare a finirlo così posso visitare la sua casa con almeno un libro all’attivo.
Day 28, sorted.

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