Day 14 of 62. Covent Garden e tentativi.

Mi sveglio, assurdamente, ancora con il sole che spunta dalla finestra. Inizio quasi a pensare di non trovarmi affatto a Londra! La mia sveglia però coincide con un bel cazziatone: ieri ho inviato al mio insegnante del corso i compiti attraverso la mail dello staff (perchè non avevo ricevuto la sua con i compiti) e i miei elaborati gli sono arrivati alle 10 invece che alle 9 (la deadline). Quindi, solo per questa volta, farà un’eccezione e leggerà il mio compito. Ma che cavolo, io non lo sapevo dove li dovevo mandare! E in più c’era Andreino qui ed ero presa! Non sono affatto abituata a essere un’alunna ripresa, mi da un fastidio terribile, adesso devo fare di tutto per diventare al più presto la prima della classe. La mia mamma mi ha chiesto di portare buoni voti e non la deluderò!

Comunque, faccio i miei compiti per la settimana, faccio la mia prima lavatrice e mangio la pasta avanzata. Questa settimana devo provare ad essere più risparmievole possibile, quindi non si mangia ai mercati! Understand?

Comunque, esco diretta a Covent Garden. Non c’è che dire, il posto è fighissimo. Mi accoglie la musica da un quartetto d’archi che stava allietando in una piazzetta il pranzo dei ricchi ma ricchi che si sbafavano le linguine allo scoglio. Per essere un mercato, è decisamente Upper class. Negozi alla moda e profumerie fanno da sponda a piccoli baracchini d’antiquariato. In piazza, un prestigiatore intrattiene la folla e, se ce ne fosse bisogno, mi innamoro ancora di più e ancora una volta di questa città incredibile, dove gli edifici vittoriani si alternano senza soluzione di continuità con grattacieli moderni e ariosi.

Finito il mio giro, che include una rapida tappa al Jubilee market che gli sta di fianco, mi dirigo all’Hoxton Hotel, vicino alla fermata di Holborn, per scrivere. Come ho capito dai racconti di Charlotte e dai siti web, le lobby degli alberghi sono gettonatissime per scrivere e quella dell’Hoxton è perfetta allo scopo. Peccato che sia tutto pieno!

Fortunatamente trovo posto all’Holbon Grind, la caffetteria giusto di fianco, e alla modica cifra di un te al gelsomino sto lì un’ora e mezza a scrivere, come una vera londinese. Scheda dei personaggi dettagliata, ripasso di quello che abbiamo visto al corso. Tanta roba, insomma, che mi fa sentire che sto sfruttando bene il mio tempo. Verso le sei il locale si affolla delle persone che si incontrano dopo il lavoro (so london style) quindi decido di lasciare il posto. Ho voglia di camminare e invece di infilarmi dentro la metro vago senza meta, cosa che non mi spaventa affatto. Insomma, arrivo dove arrivo! Mi ritrovo così alla stazione di Blackfriars, da tutt’altra parte! Comunque, mi fa compagnia fino a casa il mio fidato Kindle.

A casa mi preparo un bel piatto di pollo e patate, anche se le patate sono farinosissime, e poi Netflix (ovviamente Stranger Things!).

Infine, video chiamata con Andrea dove la mia Emily, (adorabile gatta pazza!) inizia a guardarsi intorno e a cercarmi al sentire la mia voce. Qui ci starebbe bene mettersi a piangere ma stoicamente resisto! Siamo già a un quarto di questa avventura e non è poco!

Day 14, gone through.

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Quartet of arch at Covent Garden

 

 

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