Non ci alziamo presto, nonostante la sveglia. Abbiamo fatto tardi la sera precedente e siamo un po’ stanchi. Quindi, salta l’idea di andare all’High Gate Cemetery, che ci segniamo per un’altra occasione. Decidiamo invece di andare a fare un giro a Brick Lane e poi andare alla colonna che volevo scalare con Andrea.
Brick Lane è davvero caratteristica. Una zona a forte connotazione islamica (una delle più grandi moschee è lì vicino), diventa poi zona di mercati Vintage. Come per Camden e Portobello me la terrò per una delle mie mattine concettuali. Una delle cose che mi colpisce maggiormente è il negozio Dark Sugar, completamente dedicato al cioccolato. Certi cioccolatini sembrano dei gioielli!
Pranziamo, come al nostro solito, in un mercato in un baracchino greco-arabeggiante (ha sia i falafel che i dolma). Facciamo strada verso The Monument, cioè una colonna commemorativa del grande incendio che nel 1600 distrusse quasi due terzi della città. Un tempo in cima alla colonna era anche presente un cannocchiale astronomico, adesso non più utilizzato o comunque non visitabile per i comuni mortali. I gradini sono ben 311 e la scaletta impervia, però ce la facciamo! Arriviamo in cima e la vista della città è molto bella, considerato l’ennesima giornata di quasi sole. Io non ci metto molto a sentirmi fortemente a disagio, quindi non stiamo in cima a lungo.
Una volta scesi, purtroppo, è ora di fare ritorno verso l’albergo per recuperare il bagaglio di Andrea e andare a Liverpool street. In stazione, c’è il rito di Wasabi. La scorsa volta, prima di tornare a casa, abbiamo mangiato da Wasabi (nota e diffusa catena di sushi) prima di riprendere lo Stansted express. Quindi ci tocca anche questa volta, mentre io ho già il cuore colmo di mestizia.
L’orario è arrivato e devo di nuovo salutare il mio bello. Stavolta mi commuovo solo pochino e non ho voglia di buttarmi per terra disperata. Questi primi dieci giorni mi hanno fatto capire che in realtà questi due mesi (che già è un mese e mezzo) voleranno, quindi in un batter d’occhio sarò anche io sul treno per casa.
Quindi, invece di essere triste, torno da Charlotte, lascio lì i miei averi e parto alla volta di Morrison, un supermercato di qualità maggiore rispetto a Tesco con un’offerta più ampia. Lì, avviene il Miracolo. Mentre vago nelle corsie la scorgo. Scatola blu, con logo bianco e rosso. Dentro, piccoli gioielli di color oro. Quando abbraccio il pacco di linguine quasi mi commuovo! Trovo anche il sugo Cirio e non ci sono parole più belle di pasta al sugo, che mi cucinerò domani.
A casa, mangio qualcosa di veloce, dopo il sushi e il mercato non ho molta fame.
Infine, per ricompensa, Netflix. Grace&Frankie e, soprattutto, Stranger Things, i primi due episodi della nuova stagione.
Dai, ce la possiamo fare.
Day 12, gone.

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