L’album lo avevo comprato a un piccolo mercatino.
Correva disordinato per una via, vicino a Portobello Road. Faceva caldo, quel giorno. E Londra non sembrava neanche Londra.
In libera uscita, per un giorno interno, decisi di perdermi. Lo vidi, dimenticato assieme a molti altri. Eravamo stati dimenticati entrambi, così lo presi.
Una volta tornata in albergo, chiamai il servizio in camera.
“Un cocktail, per favore. Stanza 34. Qualsiasi cosa che non abbia il rhum.”
Mi arrivò un Gin Tonic.
Restai in gonna a palloncino e canottiera. A piedi nudi, con il bicchiere in mano.
Partì la musica. Chiusi gli occhi. Sognai altre vite. Avventure.
Una voce soave intanto diceva: “Dream a little dream of me”.

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