Qualche giorno fa guardavo una partita di basket femminile. Parlando con il mio ragazzo gli raccontavo di quando giocavo a pallavolo, e di come al secondo anno-quando le squadre sono diventate due-io sono finita in quella degli scarsi. Praticamente c’era la squadra delle titolari e poi beh, provavamo ad esserci noi.
Stessa cosa in piscina, alle superiori, dove nuotavo nella prima fila e mentre i miei compagni facevano quattro vasche io a malapena ne finivo una-pure con i crampi. Però lì almeno mi divertivo, perchè tra una vasca e l’altra parlavo di Buffy con una compagna (sarà per quello che arrivavo scoppiata, usavo tutto l’ossigeno per Spike).
Non dimenticherò mai la brutta sensazione che provi a scuola nel momento della formazione delle squadre.
Se non sei tu il capitano (e sai di non essere forte), quando quasi tutti sono stati scelti puoi solo guardarti intorno e pensare se sei tu o no il più scarso. Sperare di non essere quello che “tocca in sorte” alla squadra perchè sai che gli sei capitato, non ti hanno voluto.
La scuola è finita, ma è sempre come guardarsi intorno per sperare di non essere il più scarso.
Solo che non c’è nessuna squadra, nessun team (come piace tanto dire ai cravattari). Ci sei solo tu e la sensazione che sarai quello scelto per ultimo.
Come si fa ad uscire da questo gioco? Le regole fanno decisamente schifo.

Lascia un commento