Al corso di scrittura stiamo lavorando sugli incip.
Come spesso ormai in questo periodo mi sono trovata in un gruppo già rodato, dove sono “quella nuova”. Comunque… volevo parlare degli inizi, e non dei cavoli miei come al solito.
Da come ci dice la nostra insegnante è forse il pezzo più importante. E’ il primo impatto, il colpo di fulmine. L’unica possibilità.
“Svoltò l’angolo per la terza volta, sicura di non essere più seguita. Sentiva solo i suoi passi sull’asfalto. La sua città d’adozione l’aveva coperta con il suono di una sirena.” -incipit in medias res-
“Si era innamorata subito delle sue mani. Esperte, calme e sicure in qualsiasi cose facessero.” -incipit cn presentazione da parte di un altro personaggio-
Tanti di quelli che ho scritto non avranno seguito. Resteranno un semplice esercizio di scrittura. Altri, invece, hanno visto i loro personaggi alzarsi in piedi e camminare.
Ma è un altro l’incipit su cui devo concentrarmi.
Domani, un anniversario.
Il nostro.
Il più bel rapimento di cui sia mai stata vittima.
Quello è un incipit che ha visto i suoi personaggi parlarsi, ridere, tenersi per mano, farsi le pernacchie e dormire stretti.
E’ la storia che voglio vedere svilupparsi più di tutte e di cui non voglio MAI vedere la fine.
Buon anniversario, Bubino.

Lascia un commento